Verso il Web Marketing Festival passando dal Fundraising

maggio 13, 2015

by — Posted in Me Myself and I

Banner del Web Marketing Festival di Rimini 19/20 Giugno

La scorsa settimana ho avuto modo di partecipare per conto di Goodle Consulting (la CSR di GT Idea) al festival del fundraising che si è tenuto a Garda (VR). Sono da anni vicino alla materia visto che da li sono passato anche io nella mia ultima esperienza di volontariato in Palestina per la realizzazione di una stanza sensoriale in una scuola per ipo e non vedenti di Jenin (PS).

 

Io, e forse solo io tra i 720 partecipanti all’evento, sono stato colpito forse a causa dalla mia professione di SEO, dal collegamento tra l’evento di apertura e la plenaria conclusiva.

 

Nessun intenzione da parte degli organizzatori di parlare di SEO… eppure come non fare questo parallelo visto il fatto che l’apertura sia stato puro “storytelling” con il “Fundraiser’s Got Talent” e che la plenaria di chiusura sia stata incentrata sul digital a parlare di popolarità online da parte di Change.org, di prendere decisioni dopo aver lavorato alla misurazione dei dati da parte di DoSomething.org e sia stata una sorta di lezione di web marketing da parte dell’ottima Kaitlyn Jankowski di charity: water (lezione di web marketing… per chi la volesse cogliere così ovviamente. Perchè nel narrare di come portano avanti la raccolta fondi Kaitlyn ha tracciato i punti invisibili di un progetto online di successo, dal porsi degli obiettivi, al comunicare gli obiettivi, all’aumento della popolarità online, fino a parlare addirittura dell’importanza dello User Experience Online quando, giustamente, ha detto: “Guardate che non ci vuole moltissimo a far diventare il classico sito cessoso di una ONG a un sito decente, gli strumenti online sono sempre più alla portata di tutti sia come facilità d’adozione che come risorse richieste per l’adozione).

 

Digital, Digital, Digital quindi i temi trattati nella plenaria finale, il mio campo d’azione!

 

La felicità che ho provato nel percepire la mia possibile idoneità a poter aiutare molte delle associazioni presenti nella loro giusta causa (Mariangela Leonetti Docet) mi ha veramente riempito il cuore di gioia, tanto quanto la sera prima mi si erano riempiti gli occhi di lacrime per l’emozione nel vedere Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro premiato come fundraiser dell’anno per le fatiche di una vita dedicata all’altro.

Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro,
Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro,

 

All’evento ho provato a dare il mio piccolo sostegno portando il gioco “Goodle AidWords”, una rivisitazione di Google Grants (AdWords) in chiave gioco da tavolo, con il quale ho provato a spiegare non solo il funzionamento, quanto l’importanza strategica del pensare al Search Engine Marketing come una leva imprescindibile nell’intercettare tutte quelle persone che tramite le loro ricerche implicitamente ci comunicano la possibilità di essere nostri nuovi donatori, o perchè no, nuovi volontari.

Come mi aspettavo ho sentito all’evento parlare “male” del marketing. Ho sentito frasi del tipo la associazione X non vuole fare marketing perchè non fa parte del suo codice etico…

Forse anni fa anche io ero così radicale, forse sono cambiato forse mi sarò venduto l’anima al diavolo… non credo. Credo piuttosto che il mondo sia cambiato e che non si possa far finta che questo non è vero.
Il banchetto va benissimo, l’off-line è fondamentale. Ma il fatto che camminando si vedano zombie che camminano guardano il proprio smartphone anzichè la strada è un dato di fatto e non si può ne trascurarlo ne ignorarlo. Il fatto che sempre più persone usino tablet o il motore di ricerca per reperire le informazioni di cui hanno bisogno… beh ignorare questo significa sbagliare.

Voglio vedere una casa automobilistica che nel 2015 dica… si noi facciamo macchine ma la nostra etica ci dice di non mettere l’aria condizionata nei nostri prodotti…

Bisogna cambiare passo.

 

Bisogna capire l’evoluzione, altrimenti si chiude.

 

Tu che stai leggendo e che non sei convinto di quello che dico chiediti questo.

Ti è mai capitato di entrare in un sito dove vuoi fare un acquisto, e pensare… oh poverini questo sito fa schifo perché è il sito di una ONG e non ha i soldi per farlo come si deve… ma io lo so che sono buoni e mi fido comunque ad inserire i dati della mia carta di credito nel loro e-commerce…
No eh… non funziona proprio così…

Online non si può avere fiducia, non si ha davanti a se una persona che tramite il “face to face” ci può aiutare a superare i nostri dubbi, online si è soli.
I visitatori con i loro soldini nella loro carta di credito hanno di fronte solo la nostra interfaccia grafica. E non importa che ci chiamiamo Greenpeace, WWF o Unicef… se l’utente non si fida non acquisterà la “bomboniera solidale” da noi, ma altrove. PUNTO.

 

Le dinamiche del web vanno capite e adottate non c’è scampo, è un modo in rapida evoluzione in continua evoluzione, perché chi comanda online è l’utente e le sue necessità.

 

Credo che il web marketing di oggi non sia più il MALE rappresentato dal marketing tradizionale come siamo stati abituati a pensarlo negli anni 90 dove tutto era lecito per vendere inclusi i messaggi subliminali o i fotogrammi nascosti di lattine rosse nei film (ogni riferimento alla Coca Cola è puramente casuale).

 

Il web marketing di oggi, quello sano, mette l’utente al centro, lo facilita con le attività di CRO: Conversion Rate Optimization, ne valuta le reazioni con la Web Analytics, ne studia il lessico e le tendenze cerca di coprire le sue ricerche con la SEO. Cerca di presidiare gli spazi dove sta l’utente e di dargli informazioni utili, che è ben diverso da cercare di influenzarne i suoi comportamenti. E l’utente è molto più suscettibile a comprendere quando qualcosa gli è utile o quando si tratta di “SPAM”, etichetta che oggi tende a racchiudere tutto quanto si possa “fare male” online.

 

Ecco di questa parte SANA del web marketing avrò la fortuna di fare parte a Rimini il 19 e 20 Giugno al web marketing festival dove avrò addirittura l’onere e l’onore di esser relatore.

 

C’è una parte del nostro paese che si sta muovendo bene online, ci sono molti bravi liberi professionisti che si stanno muovendo bene, una piccola parte del tutto si potrebbe dire, eppure credo fortemente che la condivisione della conoscenza sia al centro di questa evoluzione che è necessaria e che è in continuo divenire.

 

Partecipare al festival del web marketing di quest’anno a mio avviso non è importante solo per chi lavora nel settore, è fondamentale per chiunque abbia una attività online e che si chiede come fare a migliorarla.
Non è necessario essere degli esperti informatici per cogliere le lacune di alcuni progetti web che non decollano e non lo faranno mai perché portano con se lacune di cui giustamente un negoziante non può essere consapevole. Eppure la mia esperienza personale mi ha portato spesse volte a riflettere sulle mie stesse lacune in certi ambiti e questo grazie agli interventi di altre persone che molto semplicemente nei loro speech si raccontavano dicendo come il proprio business fosse migliorato del tot percento dopo che avevano preso questo o quel provvedimento a causa di quell’altra analisi che li aveva portati a comprendere che il loro pubblico era fatto così e che in quel modo lo rendevano felice…

Ascolto, comprensione, azione…
Alla fine di questo si compone il mio lavoro.
Che sia di fundraiser o di consulente di search marketing, questo lo lascio decidere a te =)