Update di Google Hummingbird – che cosa dovrebbe significare per chi fa SEO?

GOOGLE UPDATE HUMMINGBIRD
aviensis google hummingbird uccellus

La scorsa settimana Google ha annunciato il suo nuovo update all’algoritmo Hummingbird, mettendo un sacco di dubbi a SEO che si sono chiesti – che cosa significa per me e il mio sito web? Questa breve traduzione dal portale di link assistant sull’aggiornamento a Hummingbird serve per spiegare cosa è stato questo aggiornamento e di conseguenza come ci si può comportare per farcelo amico 🙂

Allora, che cosa sappiamo di Hummingbird?

Sebbene sia stato annunciato il 26 settembre, Hummingbird è stato rilasciato un mese prima e si dice influenzi il 90% delle query di ricerca.

A differenza di Penguin e Panda, Colibrì (questo il nome in Italiano del volatile più amato dai SEO, vedi alla voce “The Art of SEO”)

un bel libro che parla di SEO
The Art of SEO e il colibrì


non è un aggiornamento basato sulla penalizzazione (volto quindi a pulire le SERP dai contenuti di bassa qualità), ma un cambiamento nel modo in cui Google reagisce ai diversi tipi di query, che consente quindi al motore di ricerca di ottenere il significato reale dietro una query, piuttosto che i termini separati in esso (le keywords per cui tanto ci si sbatte).

Inoltre, l’algoritmo è volto ad affrontare meglio le query di tipo conversazionale, c’era da aspettarselo diranno in molti visto e considerato il sempre maggior numero di ricerche che tutti noi effettuiamo dal cellulare e magari dettando al telefono la ricerca mentre siamo al volante o passeggiando per la città.

Quindi lo sforzo di Hummingbird sta tutto nel riuscire ad essere in grado di catturare l’intenzione effettiva mostrata dalla ricerca degli utenti e trovare il contenuto che corrisponde in modo più RILEVANTE a questa.

Che cosa significa questo per chi si occupa Web marketing e SEO

Beh, come ci ha già abituato da tempo a pensare vuol dire che diventano sempre più importanti, e prima di tutto il resto – i contenuti del tuo sito!

Il gioco dei troni è iniziato e PERTINENZA sarà il nome del nuovo RE…

ehm…scusate…

Tutto questo si traduce quindi, ancora una volta, nel dover carcare di avere contenuto che deve essere profondo e ricco, e non solo un testo piatto magari farcito con parole chiave per le quali siete convinti che vi stiano cercando.

Ora per avere una migliore idea di come adattare la vostra strategia di marketing digitale, è necessario capire quali meccanismi Google probabilmente usa per raggiungere l’obiettivo e ciò che ognuno di loro significa per il tuo sito.

1. Adattare la tua strategia di parole chiave per le query conversazionali

La prima sfida che Google deve affrontare oggi è il crescente numero di frasi colloquiali che vengono usate dalla gente per cercare nel web. Molto probabilmente (e questo è particolarmente vero per gli utenti che fanno uso di ricerca vocale mobile), queste query sono del tipo –

“How To Carotapacioccio?”, “Come Raggiungo Carotapacioccia?”, “Dove posso trovare Carotapacioccie? “,

(sostituite liberamente Carotapacioccia con un termine a vostra scelta oppure andate su yahoo answers)

Interpretando queste frasi più lunghe dette in gergo Coda Lunga (Rocco docet) Google non può più contare solo sulle parole chiave e fornire risultati diversi per ciascuno di essi. Ma piuttosto ricondurre le richieste di conversazione per un più breve “termine generale”, in base al tipo di intenti mostrati con la ricerca:

Per query di tipo

Informativo

1. L’utente si chiede “Quanti anni ha Cicciolina?”, Quindi …
2. L’utente vuole informazioni di carattere generale su Cicciolina, quindi …
3. Gli utenti troveranno informazioni che qualche equinofilo ha scritto nella pagina wikipedia di Cicciolina.

 

Di Navigazione

logo del UNRWA
UNRWA

 

1. L’utente cerca “Qual è il sito ufficiale di UNRWA”, quindi …
2. L’utente vuole ottenere la url del sito dell’UNRWA, quindi …
3. L’utente ha bisogno di risultati per
UNRWA, UNITED NATIONS RELIEF AND WORKS AGENCY (for Palestine) … e probabilmente Google gli mostrerà ANCHE qualche altra sigla tipo Unhcr…

 

Transazionale

1. L’utente cerca “Dove trovo un negozio di piumini?”, quindi …
2. L’utente vuole comprare un piumino d’oca per il letto o un giubbotto per l’inverno
3. Gli utenti lo troveranno tramite il Product Listing Ads più facilmente che sulla SERP (io personalmente mi sono trovato bene ad acquistare il mio piumino d’oca matrimoniale per il lettone sul sito di Patiflex)

oppure

1. L’utente cerca “Dove trovo un kebabbaro?”, quindi …
2. L’utente vuole individuare e saziarsi al kebabbaro più vicino, quindi …
3. Gli utenti lo troveranno con
le mappe di Google (vi consiglio di tenere d’occhio questo sito che parla di local)

Cosa fare quindi? Prova determinare tutte le frasi di conversazione con cui vorresti le persone siano in grado di localizzarti o che utilizzerebbero quando ricercano i tuoi servizi, e classificali in informativi, di navigazione e transazionali.

Assicurati che il contenuto scritto in ottica SEO  si estenda su ciascuna delle 3 tipologie:

Per coprire le query informative, crea contenuti che spiegano…(tipo wikipedia).

Le query di navigazione sono il tuo marchio, il nome del prodotto, il nome del sito, ecc (Ciò che i Guru chiamano fare Branding) Ciò che spesso aiuta a scalare la SERP per le parole chiave del tuo marchio sono link al tuo brand e al nome del sito web da siti che sono ritenuti rilevanti per il tuo contesto.

Per le query transazionali, utilizza parole chiave che abbiano un contenuto appropriato, ad esempio “Richiedi a Gabriele B. una Consulenza SEO a Trento” (è solo un esempio eh… 😛)

 

Quando possibile, puntare a frasi di tipo conversazionale tenendole tali quali. Quando non è possibile vale la pena usare i loro equivalenti più brevi o i sinonimi.

2. Sfruttare i sinonimi

Un altro passo avanti verso dei risultati di ricerca pertinenti è determinare ciò che una pagina tratta utilizzando non solo le singole parole chiave, ma i loro sinonimi.

In pratica questo significa che Google mostra i risultati della ricerca non solo per la frase esatta che l’utente ha digitato, ma per gli altri termini tematici correlati.

Avere un sito web a tema rilevante, si traduce in opportunità di apparire maggiormente: ovvero arrivare al top della query di Google non solo per le parole chiave mirate, ma per un sacco di loro sinonimi.

Al contrario, se non si fa questa scelta di tenere conto dei suoi sinonimi si rischia di essere sostituiti ad esempio con un modulo di una pagina del sito a tema rilevante.

Occorre quindi espandere la tua scelta di parole chiave, concentrandoti su sinonimi così da diversificare i contenuti:

Per vedere quali termini di ricerca Google considera sinonimo, prestare attenzione alle parole chiave correlate, acronimi o varianti ortografiche delle parole chiave evidenziate nei risultati di ricerca: 


Espandi la tua lista di sinonimi con le parole chiave che già portano traffico al tuo sito web (se hai attivo Google Analytics questo ti può aiutare)

Usare Google Suggest per parole chiave rilevanti. 


3. Sforzati di co-citare

Un altro modo per Google per identificare ciò che il tuo sito web tratta o quali offerte commerciali proponi è la co-citazione.

Questo significa che ogni volta che il tuo marchio (o un link al tuo sito) è menzionato insieme con i tuoi concorrenti o risorse simili, questo serve come un suggerimento a Google che la tua azienda e le altre società sono collegate.

E se i concorrenti sono già autorevoli nella tua nicchia di mercato, il tuo sito per Google piano piano diventerà rappresentativo per questa nicchia.

Serve quindi identificare i migliori concorrenti e cercare di far si che il proprio marchio venga menzionato a fianco del loro:

Eseguire una ricerca su Google ad es per “Top 10 [il termine generico per il tuo business] …”, “IL MIGLIORE [il termine generico per il tuo prodotto] del 2013”, ecc…

Se la tua azienda non appare, prova a raggiungere l’editore e chiedi di mettere anche voi nella lista. (Io personalmente non credo che funzioni proprio così, lo traduco comunque perchè penso possa suggerire una strada…e perchè il mio parere non vale poi molto)

Cerca altre marche concorrenti per le parole chiave, per trovare maggiori opportunità di citazione.

Reverse-engineering dei profili backlink concorrenti, serve a vedere da dove prendono i backlink i tuoi competitor, quali risorse quindi possono offrirti dei collegamenti.

Suggerimento: Usa SEO SpyGlass per l’analisi rapida del profilo di backlink di un concorrente. (marketta dell’autore, ma visto che prendo tutto da loro…almeno lo cito)

 

4. Riconsidera le tue ancore

Uno dei più grossi errori riguardanti la SEO del giorno d’oggi è quello di usare testi di ancoraggio “commerciali” nel link, questo perchè Google si basa ancora sul testi di ancoraggio dei backlink per meglio comprendere il tema di un sito.

Cosa si può fare?

Effettua un inventario dei link interni del tuo sito e vedi se si può meglio ottimizzare i testi di ancoraggio per le parole chiave semanticamente rilevanti. (per questo penso possa andar bene ScreamingFrog)

Controlla le ancore dei collegamenti esterni del tuo sito per fare in modo che siano abbastanza rilevanti.

Non dimenticare di circondare i collegamenti con parole chiave e loro sinonimi.

Es.

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5. Prestare maggiore attenzione alla Universal Search

E’ Molto probabile che il nuovo algoritmo che punta alla pertinenza farà si che Google mostri i risultati della ricerca universale per i vostri utenti.

Se per esempio un utente digita come ricerca “Buttare giù la panza” il risultato più pertinente sarà probabilmente un Video di Youtube (per chi vuole approfondire il tema Youtube digiti nel motore di ricerca la parola SEOMANTE).

Se vi chiedete dove acquistare la pizza a Trento, senza dubbio è necessario apparire tra gli annunci delle pizzerie locali:

Ciò significa che oggi, ancora più di prima, la ricerca universale, vi dà l’opportunità di:

(A) essere sopra i concorrenti quando essere in cima alla ricerca “organica”, nella famosa top10 sembra improbabile / impossibile / altro.

(B) veicolare più traffico al tuo sito utilizzando i canali di traffico supplementari

Cosa si può fare?

Vedere quali tipi di risultati di ricerca vengono visualizzati su Google per le parole chiave principali

Considerare la possibilità di ottenere una lista locale Google+

Ottimizzare le immagini per Google Immagini

Fare video e di ottimizzarli per YouTube

 

6. Utilizzare i dati di markup strutturati

Per raccogliere maggiori informazioni sul tuo sito web, il suo tema e il contenuto, Google presta ancora più attenzione ai dati strutturati. Questo è un modo perfetto per far si che la conoscenza di Google del tuo sito aumenti, Usa gli Rich Snippets Luke!

Assicurati di utilizzare il numero massimo di proprietà dei dati strutturati, più Google sa del tuo sito (utilizzare Google+ per l’authorship)

Per aiutare Google a migliorare la conoscenza del tuo sito, puoi usare schema.org (utilizzare il markup Schema.org per i video , utilizzare dati strutturati Markup per comunicare a Google di più su film, eventi, ecc sul tuo sito).

Utilizzare dati strutturati strumento di test del google web master tools per assicurarsi che Google interpreti i dati strutturati correttamente sulle tue pagine web.

 

 

Un saluto e a presto 🙂

Carotapacioccia

Fonte: Link Assistant