Search Marketing Connect 2015 – Grazie a tutti

Vorrei dire grazie a tutti i presenti al Search Marketing Connect

aleydagianluca
Con Aleyda e Gianluca

 

Vi vorrei ringraziare uno ad uno

Ai partecipanti e ai loro sorrisi.
A chi di loro non conosco e per colpa della timidezza non ho potuto conoscere.
Ai colleghi e alla loro professionalità.
Ai fotografi e alla loro arte.

Agli interpreti che credo abbiano dei superpoteri.
Ai relatori che sono stati eccezionali
A chi ha fatto il buon vino che abbiamo condiviso.
Ai miei maestri che mi hanno permesso di arrivare fin qui.
A chi ha twittato selvaggiamente con me per 2 giorni.

Non so voi ma credo quest’anno il search marketing connect si sia superato.
Non so se è una impressione solo mia… Ma è quello che ho percepito.
Non so ancora spiegare quale sia il motivo, e quando mi succede questo spesso dipende dal fatto che il motivo non è solo uno.

Non nascondo che avrei voluto salire anche io sul palco di questa edizione e fare il relatore, credo sia il sogno di molti di noi, credo sia un traguardo ambizioso.
Che volete l’ego è umano… e io sono come tutti voi =)
eppure…

Eppure oggi se ci ripenso non so come avrei saputo fare meglio dei relatori di questa edizione.
Non credo davvero ce l’avrei fatta.
Sono stati veramente, veramente bravi.

Non ho sentito dire mai una parola che mi abbia fatto storcere il naso,
anzi spesso dentro di me ho pensato, “questa è forte! Questa me la devo segnare”!
Chiari, mai noiosi, precisi ricchi di esempi… che si può volere di più in un evento sul Search Marketing?

E poi oltre all’apprendimento,vogliamo parlare delle pause… a me sono sembrate così ricche.
Vi guardavo e vedevo solo sorrisi. Vedevo persone che si reincontravano dopo molto tempo.
Vedevo persone che come me riconoscevano nella “folla” i propri maestri e li andavano a salutare
con affetto e gratitudine.
Vedevo persone che dopo aver ascoltato un intervento volevano andare ancora più in profondità
stressando i relatori mai parchi di consigli, di pazienza, di comprensione.
Vedevo addirittura italiani mettersi in fila…

La sera mi sono trovato ad un tavolo a cena con perfetti sconosciuti con i quali la sintonia
è stata immediata. Persone diverse, ognuno con la sua vita coi suoi casini… eppure non so perchè a me sembravano così speciali.

gt idea è davvero negli anni riuscita a mettere insieme persone speciali,
questo oltre la formazione SEO oltre il business in generale penso sia il loro più grande successo.

Grazie a tutti perchè oggi io mi sento più ricco.
Grazie a tutti e alla prossima.

copertina evento SEO GT Idea Settimana della Formazione

Studiare SEO con strumenti a pagamento senza comprarli

Lo scorso Novembre ho avuto l’onore di fare da relatore ad un evento della GT Idea, la settimana della formazione.

Ho presentato una relazione dal titolo

“Studiamo la SEO con strumenti a pagamento…anche se non ce li possiamo permettere”.

L’obiettivo della mia relazione era quello di fornire due spunti di riflessione:

1- Per chi si avvicina al mondo SEO gli strumenti gratuiti possono essere validi alleati per studiare e cercare di capire il perchè delle cose.

2- Ci sono gli strumenti di Google e ci sono gli strumenti che cercano di stimare i dati di Google (tipicamente gli strumenti che cercano di segnalare il ranking delle kwyword nelle SERP.

Infine ho proposto una “traccia” che chi si avvicina alla SEO può usare per impostare lo studio di un sito.

Il primo punto è piuttosto auto-esplicativo.

Sul secondo vorrei soffermarmi un secondo.

Prova a riflettere su quale sia lo strumento che hai a disposizione, gratuito che ti da i dati più precisi riguardo ad esempio il ranking delle tue keyword.
Ci siamo?
Lo strumento per webmaster di Google. Non ci avevi pensato vero? Ti è venuto in mente altro… (per esempio Rank Tracker).

Non è probabilmente facile per chi si avvicina allo strumento capire dove guardare nel wmt, per capire come si stanno posizionando nel tempo le nostre chiavi, per questo ho cercato di spiegarlo con il mio intervento.

 

Gli strumenti che studiano il ranking delle keyword probabilmente anni fa non avevano la vita troppo difficile, poi però Google è evoluto rendendo la vita molto più difficile a questi software.

Cosa significa tutto questo?
Pensiamo al Google di 10 anni fa, te lo ricordi?
Tu scrivevi una ricerca e lui ti forniva risposte, DIECI ALLA VOLTA, secondo i suoi calcoli.

Se volevi fare uno strumento per studiare il posizionamento non dovevi fare altro che chiedere “in modo diverso” a Google i dati, potevi passare tramite il tuo software una keyword, un dominio, e il tuo software non doveva fare altro che contare in che posizione incontrava il dominio per la prima volta… “tutto sommato facile no?”. E il bello è che quello che vedevi tu a casa tua valeva per tutta l’Italia.
Poi però Google è evoluto, i dieci snippet non sono più stati dieci, principalmente con l’introduzione della Universal Search Google ha mescolato i risultati dei suoi motori verticali (Google “web”, Google Immagini, Google Video, ecc)…
Se oggi cerchiamo un prodotto che è in vendita in un e-commerce potrebbe accadere che si attivi Google Shopping, che in passato non esisteva. E se effettuiamo la ricerca in una città dove esiste un negozio che vende quel prodotto, probabilmente Google sarà in grado di indicarcelo. Questo significa che se un mio alter-ego stesse vivendo la mia stessa vita in un altro posto del pianeta, ma anche in una città diversa dala mia, e se anche in questa “seconda” città esistesse un negozio che vende quello stesso prodotto, ecco che il mio alter-ego vedrebbe un risultato simile al mio ma diverso. Probabilmente ognuno di noi con l’indicazione per raggiungere il negozio più vicino a lui.
Se io lanciassi il mio softtware allora, cosa dovrebbe ritornare come risultato? Di quale città dovrebbe mostrarmi il risultato? E sarebbe quello giusto?

Assolutamente NO.

Il rischio che correrei è di ottenere una serie di dati che sono inficiati dalla località dalla quale ho lanciato il mio programma. Per fare un esempio…

E Google come fa a dirci i dati giusti? Semplice.
I DATI SONO DI GOOGLE.

Google è in grado, anche molto semplicemente, una volta che ha costruito la risposta di “appuntarsi” in che posizione è stato mostrato il risultato.

Ed infatti è proprio questo il dato che si vede dagli strumenti per webmaster di Google, la MEDIA delle posizioni occupate dalla pagina che mi interessa a fronte delle ricerche.
Non solo mi mostra un numero medio, ma mi dice anche come lo ha composto…
Il risultato potrebbe essere in pos. media 2 perchè è apparso 1 volta in posizione 3 , una volta in posizione 2 e una volta in posizione 1.
Nello studiare questi risultati spesso non ci interessa sapere un dato puntuale, quanto piuttosto capire in che modo si sta evolvendo il posizionamento del keyword set sul quale sto lavorando.

 

Nell’intervento ho poi mostrato un software che si occupa di crawl, Screaming Frog.
E’ uno strumento molto utilizzato perchè si rivela molto comodo per analizzare lo stato di salute di un sito. Chi vuole studiare SEO può usarlo per capire quali sono i punti fondamentali dello studio SEO ON SITE di un sito.
Nell’intervento lo abbiamo visto una sezione alla volta riflettendo su cosa significassero le differenti sezioni.

Abbiamo poi studiato quella che si definisce SEO OFF SITE.

Lo abbiamo fatto con il software majestic (ex majestic SEO) ed abbiamo visto come si può ottenere molti dati da Majestic senza avere un abbonamento attivo.

Abbiamo capito come fare ad ottenere informazioni preziose per studiare e il nostro sito e la materia “backlink”.

 

L’intervento si è concluso con un esempio di studio di keyword strategy fatto con SEMRUSH, senza un abbonamento attivo. Abbiamo visto come chiedere i dati in modo da non perderli.
Che dati ci vengono forniti e come andrebbero studiati in modo critico per comprendere quali contenuti produrre.

 

Sono seguiti 50 minuti di domande! Segno che l’intervento è piaciuto.
Una grandissima soddisfazione =)

Buon lavoro e buona SEO!
Se hai domande non esitare a scrivermi 🙂

 

Le slide che ho presentato le trovi su slideshare

 

 

 

 

Define: SEO

Ho recentemente avuto il piacere di ricevere da un noto SEO Italiano +Andrea Pernici una richiesta un po’ speciale…

Qual’è la tua definizione di SEO?

La sfumatura che si cala dietro la sua richiesta è, per chi ne sa apprezzare il sapore, molto interessante.

Dentro a queste TRE lettere si racchiunde un mondo vastissimo, di professionisti e aspiranti tali, di persone colte e di fatucchieri,

La SEO (il link ti porta alla pagina dove comparirà anche la mia definizione!) non è qualcosa che solamente la si può vivere da dentro, quando ci si lavora, ma crea un Eco attorno a se molto interessante.

Un’eco misteriosa, che aimè da proprio spazio ai SEO-Fatucchieri, è però comunque interessante vedere l’enorme divario che c’è nella percezione delle persone che non se ne occupano

in prima persona, che vedono davanti alla loro possibilità di apprendere quest’arte, un muro invalicabile fatto di tremendissima ed inarrivabile scienza.

Avendo un background informatico forse arrivare a capire le parti più intime che compongono la SEO non è per me poi così inarrivabile, però ho la fortuna di riuscire anche ad averne abbastanza distacco da intravvedere come se ne fossi lontano, i suoi vari elementi componitivi.

E’ particolare quando si lavora su un progetto accorgersi che ci si sta spingendo in profondità in questi elementi “finiti” di attività che compongono una ottimizzazione SEO.

Ed è facile rendersi conto che il rapporto causa effetto di alcuni interventi sia molto più semplice, più arrivabile di altri.

Credo che chiunque stia leggendo questo articolo capisca il senso di dare come titolo alla pagina una frase che ne riassuma il contenuto, è un modo a noi umani molto comune di riassumere le cose… ed è molto facile intuire che se noi “passiamo” qualcosa poi ci sarà “qualcuno” (o melgio qualcosa) che analizzerà i nostri dati e gli darà un peso.

Mano a mano però che ci allontaniamo da concetti comprensibili tendiamo ad avvicinarci all’inormatico esoterico…
Ci chiediamo quanto sarà importante mettere la parola chiave che mi interessa in grassetto, e cerchiamo di ragionare su come addirittura “soppesare” questi interventi, spesso all’interno di progetti corposi per i quali alla fine della fiera quel grassetto davvero non valeva nemmeno il tempo di esser ragionato.

Capire la SEO non serve per forza per diventare SEO, ma può aiutare a capire come muoversi quando si ha a che fare con il mondo “online”.

Per esempio nella mia esperienza personale di atleta marziale, aver capito come funzionava un passo nel tai-chi chuan mi ha permesso di muovermi con fluidità mentre praticavo in Aikido lo stesso passo…era la stessa identica cosa, serviva alla stessa identica cosa, ma la si applicava in un contesto diverso.

E così credo sia in tutta la nostra vita.

Impariamo con più facilità le cose di cui abbiamo già avuto percezione in passato, con le quali possiamo fare dei collegamenti del tutto nostroi e che ci rendono in grado di fare questo immenso universo, finalmente NOSTRO.

 

Per me la SEO: è la disciplina informatica che si occupa dell’ottimizzazione dei siti web al fine di dare valore aggiunto al business dei propri clienti online. Un SEO non guarda solo “dentro” al sito web, ma lo vede come uno degli elementi che costituiscono il mix degli strumenti di marketing a disposizione, cerca di bilanciare le attività da svolgere con il budget a disposizione al fine di massimizzare i risultati.
Essere SEO per me significa essere come uno Chef.
Per fare dei buoni piatti bisogna saper scegliere il giusto mix di ingredienti da cucinare ai propri clienti.
C’è chi serve cibi precotti, veloci da preparare ed insaporisce con salse di dubbia provenienza…c’è chi sceglie solo ingredienti genuini, senza controindicazioni per chi si siede alla sua tavola e che per preparare buoni piatti chiede il tempo che serve…

Il SEO Zen :
“Si Aspetta il cambiamento,
accetta il cambiamento,
si adatta al cambiamento,
adotta il cambiamento.”

Se come SEO la pensi così: “la SEO è uguale per tutti… per me un po’ di più”
Allora sei quel tipo di Chef a cui non darei mai in mano la dieta dei miei figli.

Ho notato che nella lista SEO di Andrea Pernici qualcuno prima di me ha già parlato di cibo… sarà stata la co-occorrenza del sopraggiungere dell’orario di pranzo? 🙂

 

Fino ad oggi ho incontrato molte persone che lavorano in questo bellissimo mondo, è un modo in parte ignoto e questo lo rende affascinante ed “infinito

Ho avuto modo di incontrare SEO Fatucchieri ed ho avuto modo di incontrare anche chi mi ha reso in grado di capire dove queste “magie” erano bacate…

Quale fosse l’origine del  loro stesso inganno
E’ stato davvero un qualcosa di molto interessante e devo ringraziare in particolar modo tre persone che mi hanno permesso di trovare le incrinature di quello specchio magico:

Marco Quadrella, Andrea Pernici, Giorgio Taverniti.
Grazie ragazzi, davvero.

La cosa interessante è che davvero le regole del gioco sono sempre le stesse, se vuoi cambiarle puoi farlo… ma se non giochi con le regole di tutti poi non ti lamentare se qualcosa va male.

A+B=C , B+A=C.

Non se ne scampa.
Se credi che “con il tuo particolare stratagemma” riesci a far dare più valore a C cambiando l’ordine degli addendi.. qualcosa ti sta sfuggendo di mano.
Riparti da capo e cerca di ritrovare la strada.

Telefonate Geniali per Consulenza SEO

Day 1
– Pronto buongiorno sono Gabriele
– Ciao Gabriele ho bisogno che mi aiuti, tu fai la seo e i siti web vero?
– Ci occupiamo di questo si, prego dica pure
– Ho fatto pubblicità su Groupon mi hanno dissanguato
– Eh ha i suoi pro e ha i suoi contro
– Allora ho pensato di farmi il mio
– … (facepalm)
– Ce la facciamo con 3000 euro?
– … (double facepalm)
– Così mi faccio la pubblicità da me!
– Scusi perchè ha fatto pubblicità su Groupon?
– Perchè lo conoscono tutti
– Appunto.

[…]

Day2

-Salve scusi telefonavo in merito alla mail che ho inviato
-scusi potrebbe dirmi con chi sto parlando e di che mail sta parlando?
-quella della richiesta di preventivo
-guardi non ho ricevuto nessuna mail
-come no ? L’ho mandata ancora ieri
-a che mail ha scritto scusi?
-Gabrielebendetti.com
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Sulla Settimana della Formazione

Sull’utilità della “settimana della formazione” #7formazione

imparare a fare SEO con la settimana della formazione
Nel panorama italiano stanno comparendo sempre più proposte formative.
E’ un dato di fatto…vedo parlare di formazione SEO un pochino ovunque.
Nella nostra Italia, ricchissima di partite IVA, c’è un mondo di liberi professionisti che necessitano di formarsi e di aggiornarsi.

La formazione è da sempre molto redditizia, anche nel mio passato svariati corsi ECDL mi hanno dato le basi economiche per permettermi di studiare SEO con professionisti seri. E per come sono fatto, prima di iniziare a lavorare ho voluto avere le spalle coperte e ho chiesto la loro consulenza per i miei primi lavori (se stai iniziando…e non vuoi fregare i tuoi clienti pensa a questa possibilità).

Il mondo informatico da sempre è stato molto veloce, sono nate negli anni e sempre sarà così… nuove idee per semplificarci la vita, o come diceva Oscar Wilde in riferimento al matrimonio… a risolvere problemi che se non ci fossimo sposati non avremmo mai avuto.

Questo da spazio alla specializzazione e alla possibilità di padroneggiare le novità…da la possibilità di diventare ESPERTI!
In Italia ci sono esperti veri ed esperti finti.

Gli esperti veri sono secondo me quelli che si sono specializzati in un tema (o un comunque un numero limitato di temi) e lo padroneggiano con consapevolezza, che conoscono anche cosa c’è attorno a loro e quali abbinamenti della loro nicchia funzionano meglio con ciò che li circonda.
Gli altri sono quelli che si dichiarano esperti…

Resta comunque il fatto che in ognuno di noi c’è il desiderio di padroneggiare gli strumenti con cui ci interfacciamo di giorno in giorno. Ci da sicurezza, ci rende efficaci.

E quindi la formazione ci risulta utile per conoscere nuovi mondi o per approfondire il nostro stesso mondo…che spesso è così vasto che non basta una vita a per vederlo tutto.

Io mi occupo di SEO, mi affascina e mi appassiona.
Mi verrebbe da dire…cosa c’è di più vasto della SEO? Ma forse chiunque potrebbe dire lo stesso di ciò di cui si occupa no?! 😉

Nel panorama italiano ho trovato tantissime persone interessate alla SEO, ho trovato molte community, e per quel poco che conto…una sola di queste mi viene da considerarla la vera CASA che ospita chi vive di SEO.

E’ La community che ruota attorno al Forum GT.
Una casa dove ogni uno di noi può decidere di stare il tempo che vuole e impreziosirla con il proprio contributo, alla fine i forum vivono di questo no? 😉

In questa community ho avuto modo di conoscere persone che reputo ESPERTE (quelli di cui parlavo prima), la capacità di chi ha fondato le basi di questa casa è, credo, anche quella di saper tenere vicine le persone che in Italia si sono sapute distinguere, ciascuna nella propria nicchia di competenza.

E sono probabilmente le persone più capaci che nei giorni della settimana della formazione condividono il loro sapere…una bella possibilità non trovi?

Ieri ho avuto modo di partecipare all’intervento di [gplusnamelink id=”105760799748588237847″ name=”+Mariachiara Marsella”]Mariachiara Marsella, parlava di un tema basilare quale lo studio delle SERP (Search Engine Result Pages).
Un tema che avrei anche potuto dare per scontato…forse…
invece (per fortuna) mi sono messo in ascolto, e alla fine di quell’oretta mi sono sentito arricchito (ed ho deciso di scrivere queste quattro righe).

Come mi è capitato di sperimentare nella pratica delle arti marziali, un differente grado di preparazione permette di “vedere” dettagli più profondi.

Così è quando si ascolta qualcuno che ne sa più di noi…
Se partiamo da zero forse ci sentiremo come dopo un’abbuffata e “non ci sta più nulla”…in questo caso avere accesso alle registrazioni è molto utile perchè è facile perdersi dei passaggi mentre si ragiona sul passaggio precedente, o perchè essendo appunto alle prime armi, riascoltare uno o due giorni dopo la “lezione” ci permette di sedimentare quanto appreso…

se qualcosa già sappiamo scopriremo molte cose nuove…non solo tecniche ma anche, probabilmente, metodologie nuove.
Se siete già competenti … beh lo sapete già da voi 😉

Se anche non conosci i nomi dei relatori non ti preoccupare, chi le ha scelte, per te, sa il fatto suo 😉
E fino ad ora mi è sempre capitato di vedere che le persone a cui viene affidato uno spazio in questa rassegna danno sempre il massimo!

La settimana della formazione ha un taglio didattico, tratta di temi anche molto diversi, afferenti a campi diversi…per questo per me è molto interessante mettere gli auricolari ed ascoltare…
Non si finisce mai da imparare…
specialmente se si SEO di non sapere 😉

 

 

p.s. per accedere agli incontri ti potrà aiutare sapere che puoi accedere dalla pagina del GT Master Club …leggi la parte in alto 😉

ADworld Experience : Qualche domanda a Gianpaolo Lorusso e Francesco Tinti

Il 30 Aprile a Bologna si terrà Adworld Experience.

Adworld Experience banner

Adworld Experience si presenta come un evento molto particolare e nel contesto italiano è considerato tra i più importanti relativo ad Adwords.
ho pensato di scrivere questo breve articolo per aiutare le persone che, all’inizio del proprio percorso di utilizzo professionale di Adwords, come successe a me qualche tempo fa, si sono poste la domanda: “Vado o non vado ad Adworld Experience?”.
Questo articolo è rivolto quindi a chi sta iniziando ad usare Adwords a livello professionale, se lo usi da poco e ti è capitato di pensare che forse non è il caso di investire in un evento simile per paura di non essere all’altezza degli interventi che si terranno, sappi che non sei il solo…

Ho intervistato Gianpaolo Lorusso e Francesco Tinti proprio per te! =)

…e spero con queste domande di esser riuscito a fare un pochino di chiarezza e poterti aiutare …

 

Iniziamo!

Ciao Gianpaolo e Francesco,

1) Adworld Experience è arrivata alla 3° edizione, potete riassumere qualche dato riguardo i partecipanti delle edizioni passate? (qualche numero)

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Nelle precedenti edizioni abbiamo avuto circa 300 partecipanti. Nella prima edizione (2012) non c’era la possibilità di collegarsi via webinar, invece dallo scorso anno si può assistere all’evento sia in diretta che via web (e quest’anno ci sarà anche la versione tradotta in inglese in tempo reale).

2) Dovendo dividere i partecipanti tra esperti, utenti medi, noob, sapreste fare una percentuale di presenze?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Sicuramente la gran parte degli iscritti sono aziende o professionisti che hanno già provato la piattaforma e vogliono migliorare i risultati che ottengono. Sconsiglio decisamente di partecipare a chi non ha mai aperto nemmeno una campagna di prova o non ha fatto almeno un corso di base, cioè, non si è ancora “sporcato le mani” con la piattaforma. Tra l’altro c’è un video corso di introduzione all’ottimizzazione di un account AdWords di 1 ora in vendita tra i nostri video (markettone! 😉 )

3) Siete considerati maestri jedi nell’uso di Adwords…che consiglio dareste ad un padawan che sta muovendo i suoi primi passi nell’uso Adwords? E perchè Adworlds Experience potrebbe essergli utile?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Maestro Jedi lo vai a dire a qualcun altro! 😉

Sicuramente la cosa più difficile per chi approccia questo settore è capire quali sono le best practice che funzionano meglio. Nel web marketing ci sono sedicenti-guru, più o meno competenti, e si trova chi dice tutto e il contrario di tutto. Occorre capire quindi cosa funziona veramente e di chi ti puoi realmente fidare. E’ questo il reale motivo che ha spinto me e Francesco a creare ADworld Experience. Altrimenti nessuno sarebbe mai venuto a dirti cosa ha funzionato e sarebbe stato impossibile confrontarsi su dati reali e inequivocabili.

4) Nella mia esperienza ho trovato spesso utili i momenti di “pausa” dove si ha l’occasione di incontrare di persona quei “nomi” che spesso si segue a distanza su twitter g+ e fb… in questi momenti anche solo ascoltando le “chiacchiere da corridoio” mi è capitato di ascoltare spunti interessanti di riflessione, come è strutturato ADXP? Ci saranno questi momenti?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Abbiamo previsto 2 pause da 30 minuti ciascuna e il pranzo nella stessa struttura dell’evento (che è il costo più grande che sosteniamo) proprio per favorire l’interazione spontanea tra i partecipanti (e i relatori). Su questo punto, quindi, sfondi una porta che non c’è 😉

5) Sono un utente Adwords alle prime armi, e l’interfaccia non mi è molto familiare, ho paura che di tutto quel che sentirò all’evento mi rimarrà davvero poco in mente…

[gplusnamelink id=”103181155482044262004″ name=”+Francesco”] : se sei un utente alle prime armi ti servono prima
1) esserti sporcato un po’ di più le mani con AdWords.
2) (forse) un corso di base che ti spieghi come funzionano l’interfaccia e la piattaforma.
3) quando i budget investiti in AdWords iniziano a crescere è il caso di valutare ADworld Experience.

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Questo evento non è pensato per far capire come funziona l’interfaccia di AdWords, ma per illustrare quali strategie funzionano meglio e come sfruttare al massimo le enormi potenzialità della piattaforma. Ti garantisco che durante la giornata troverai molti spunti fondamentali per ottimizzare le tue campagne e te li ricorderai bene!

6) Per un utente che muove i primi passi che valore aggiunto ha l’ascolto di un esperto internazionale…può davvero dirmi qualcosa che non troverò sul forum di turno?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : E’ vero. Molti esperti internazionali non danno reale valore aggiunto, ma servono solo “per immagine”. Io e Francesco siamo sempre stati molto disincantati su questo. Se un professionista non è in grado di “dare realmente qualcosa” non lo consideriamo neanche, anche se è famoso. A meno che non ci paghi profumatamente, ovvio! (scherzo!!! 😉

7) L’azienda per cui lavoro mi ha chiesto di seguirne le campagne Adwords, lavoriamo in un settore “molto particolare”, ha utilità per me ascoltare casi di studio specifici così eterogenei?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Confrontarsi con strategie molto diverse da quelle dominanti nel proprio settore aiuta a trarre degli spunti spesso determinanti per arrivare a soluzioni di ottimizzazione creative ed estremamente efficaci (proprio perché nessuno del tuo settore le sta ancora provando).

8) Vi ringrazio per la disponibilità nell’aver risposto a queste semplici domande, c’è ancora qualcosa che vorreste dire? Qualche punto che non ho toccato e ritenete importante farci sapere?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Se non pensassimo che questo evento vale molto di più di quello che costa, semplicemente smetteremmo di farlo. Non ci arricchiamo organizzandolo, ma la marea di spunti e scambi di idee che portiamo a casa ogni anno  compensa tutta la fatica e i problemi che ogni anno affrontiamo (più io, che Francesco! 😉 per organizzarlo.

Prima di chiudere l’intervista Gianpaolo e Francesco ci hanno confessato un retroscena inedito.
Dice [gplusnamelink id=”103181155482044262004″ name=”+Francesco”]

Sembra che ci sia una sorta di “maledizione” che puntualmente a Gianpaolo e a me
fa saltare, inspiegabilmente, le nostre scadenze riguardo al progetto.

L’anno scorso è successo per il video training Big Spender.
Dopo averlo registrato non c’era verso di farlo arrivare sano e salvo a Gianpaolo.
Una volta non funzionava l’ADSL, una volta la codifica non era giusta.

Persino una chiavetta USB, consegnata di persona a Gianpaolo al Web Reevolution 2013,
con ben due copie in due formati diversi si è rifiutata di funzionare!

Più recentemente invece ci eravamo promessi di fare una certa cosa
e io sono finito in ospedale mentre a Gianpaolo… (se vuole te lo dice lui!)

 

Grazie Francesco e Grazie Gianpaolo!

Se volete rimanere aggiornati sull’evento vi rimando

[Sito] www.adworldexperience.it

[Twitter] @adwexp

[linkedin] gruppo

[fax] … no dai scherzo 🙂

Gesù ti Ama, ama il tuo dominiofarlocco !

Ciao,

mi è venuta l’idea di scrivere queste quattro righe quando ho visto che anche il caro Danilo Pontone ( che forse conoscerai per Hotel 2.0 ) è affetto da una sindrome che mi perseguita: il dominiofarlocco.

Cosa è il dominiofarlocco? E’ quel dominio che un giorno qualunque hai deciso di registrare, per puro scrupolo hai controllato se fosse libero…

…per puro scrupolo…

e quando l’icona di caricamento del tuo browser ha iniziato a dirti… aspetta… tu hai iniziato a sudare freddo.

Inizio ovviamente con il mio caso di dominiofarlocco (che vi permetterà di comprendere questo accenno di blasfemia…) :

www.gabrielebenedetti.it

…a voi la sorpresa…

poi mi permetto di segnalare il sito di, appunto, [gplusnamelink id=”110389610819037720541″ name=”+Danilo Pontone”] :

www.danilopontone.com

 

Ed ecco il primo update!
Mi suggerisce il buon [gplusnamelink id=”111587706145064407148″ name=”+Giovanni Sacheli”] (Evemilano) che anche lui ha avuto una bella sorpresa con il dominio .it…ecco a voi
www.evemilano.it … non proprio consulenza SEO
…come se non bastasse ogni giorno il telefono squilla a causa di richieste di lavoro da commesse speranzose…
Forza Giovanni, un giorno quel dominio sarà tuo !

 

Penso si potrebbe fare un piccolo contest…e regalare un peluche di Vito al vincitore del contest… ( 😀 )

E te? vuoi segnalarmi un dominiofarlocco?
dai dai che lo aggiungiamo 🙂

scrivimi una mail a :

scrivi@gabrielebenedetti.com

o mandami un tweet a @carotapacioccia

🙂
p.s. i link saranno nofollow
p.s.2. Thanks to [gplusnamelink id=”100590168545682163476″ name=”+Alessio Moretto”] per il plugin che fa sta gigiata coi badge google+
p.s.3. Thanks to [gplusnamelink id=”118189881018247483156″ name=”+Maurizio Ceravolo”] Che ha ispirato Alessio … che al mercato comprò 😀

Come funziona Google? Un corso SEO che suggerisco

Queste poche righe vogliono essere la mia personalissima impressione sulla giornata passata con Enrico “LowLevel” Altavilla.

Enrico ha infatti ideato un corso SEO che è una giornata di formazione per approfondire il funzionamento di Google.

Dunque dunque…che dire…

Non conoscevo Enrico Altavilla se non di fama, leggo il suo blog, adoro l’umorismo nerd e rido alla maggior parte dei suoi post su G+…nulla più.Dopo averlo conosciuto ieri posso affermare con assoluta certezza tre cose:
– me lo immaginavo più alto
– non assomiglia per nulla alla foto del profilo
-è una persona attenta e gentile.

Dette queste cose inutili, vediamo cosa mi viene in mente di dirvi.

Cosa si propone il corso lo lascio alla pagina di Enrico, leggetevela se ancora non lo avete fatto e poi tornate qui…

A chi consiglio questa giornata di formazione:
La giornata la consiglio a chi si occupa di SEO , a chi si vuole occupare di SEO, a chi si sta avvicinando alla SEO.
La sconsiglio a chi è esperto SEO.
La consiglio fortemente a chi  : fa questo mestiere da autodidatta
”                                   ”  ”    : non ha avuto modo di lavorare per aziende del settore ma lavora e ha sempre lavorato da solo.

A chi si è formato con eventi spot o avendo studiato solo su libri in inglese capendo il 99% del libro (Enrico probabilmente conosce quell’1% che vi sfugge!).
(La tecnica delle virgolette è scomodissima, la sconsiglio a tutti… ci ho messo più tempo a fare le virgolette che se avessi riscritto tutto…)
(per non parlare della riga qui sopra…) […]

Quindi: SE anche voi come me avete qualche dubbiarello perchè vi formate (come tutti) leggendo tonnellate di roba su internet (e come me trovate tutto e il contrario di tutto) Enrico è la persona adatta a scardinare questi dubbi e a chiarire con cognizione di causa perchè le cose stanno in una maniera o nell’altra.

La giornata volerà e come in pochi altri casi nella vostra vita vi renderete conto di come il tempo passa in fretta…
Questo perchè Enrico sarà in grado di portarvi per mano dentro google…
Pensatelo come un Mary Poppins che vi porta …
Pensatelo come un Virgilio che vi porta all’interno di qualcosa di grande misterioso e inesplorato che senza una guida diventa un labirinto inestricabile…

Bene durante la giornata avrete modo di riflettere su:
A) Su cosa si basa Google (cosa importantissima per farsi una coscienza critica di quel che si legge in giro)

B) Come diamine fa a fare tutto quello che fa

C) Quante cavolate avete sentito in giro

D) perchè Enrico non ha pensato a questo corso prima?

La formazione viene erogata al solito modo :

Video proiettore, slides(*), quaderno degli appunti, relatore.

Punti a favore della giornata di ieri:
Enrico si è dimostrato molto disponibile a lasciarsi interrompere per ogni dubbio, e l’ha saputo snocciolare.
Enrico è chiaro, parla potabile, usa la forza, Enrico di qua,
Enrico vi farà fare un giro dentro a Google che vi permetterà di capire di cosa vi dovete pre-occupare e occupare, di quali possono essere certi problemini sul vostro sito e del perchè sono un problema,
capirete cosa significa Panda, capirete cosa significa Pollo (o gallina…deciderete voi) e cosa significa Penguin.
Enrico di là,
Enrico vi adatterà il corso in base a quello che voi gli dite di sapere.

Punti negativi della giornata:
Anche se Enrico parlerà per una intera giornata, mano a mano che vi si appianeranno dei dubbi, vi verrà voglia di approfondire anche altro…ma in una giornata non si può far tutto…
E quando viene sera (cit) vi monterà una certa rabbia che la giornata è già finita.
Non vi resterà che ringraziare andarvene e rivedere un sacco di cose che prima avevate visto con altri occhi…e che ora riguarderete con occhi nuovi.

Mi permetto a tutti di dare solo un semplice consiglio di natura “Off-Site”:
Enrico a pranzo vi inviterà a mangiare oltre al primo…

  • un secondo,
  • il dolce,
  • la frutta,
  • il caffè,
  • l’ammazza caffè,
  • il resentin…

è pura cordialità la sua…
Ma fate molta attenzione a non farvi tentare!!!
Quando la digestione inizia l’attenzione cala…e le ore che passerete in quella stanza sono preziose dal primo minuto all’ultimo…

Cosa mi sono portato via :
Sembrerà assurdo ma questo ancora non ve lo so dire, si mettono in bocca un sacco di cose (come diceva cicciolina)
Servirà del tempo per metabilizzarle tutte…credo che per ogni persona che voglia scrivere da qualunque parte la parola SEO tutto ciò che ho visto ieri sia fondamentale avercelo ben stampato nella capa!

 

(*) Enrico , se stai leggendo questo post sappi che le tue Giogionate Nerd che hai inserito nelle slide non mi sono passate sotto al naso inosservate, solo non volevo perder tempo a chiederti come cavolo avevi fatto a fare le gigionate (vedi ad es. cursore su Google)…quindi se ti va di dirmi come hai fatto la mia mail ce l’hai 😛

PS: Enrico ha fatto sapere al convegno gt 2013 che le gigionate sopra citate sono GIF ANIMATE : Mitico.

Update di Google Hummingbird – che cosa dovrebbe significare per chi fa SEO?

GOOGLE UPDATE HUMMINGBIRD
aviensis google hummingbird uccellus

La scorsa settimana Google ha annunciato il suo nuovo update all’algoritmo Hummingbird, mettendo un sacco di dubbi a SEO che si sono chiesti – che cosa significa per me e il mio sito web? Questa breve traduzione dal portale di link assistant sull’aggiornamento a Hummingbird serve per spiegare cosa è stato questo aggiornamento e di conseguenza come ci si può comportare per farcelo amico 🙂

Allora, che cosa sappiamo di Hummingbird?

Sebbene sia stato annunciato il 26 settembre, Hummingbird è stato rilasciato un mese prima e si dice influenzi il 90% delle query di ricerca.

A differenza di Penguin e Panda, Colibrì (questo il nome in Italiano del volatile più amato dai SEO, vedi alla voce “The Art of SEO”)

un bel libro che parla di SEO
The Art of SEO e il colibrì


non è un aggiornamento basato sulla penalizzazione (volto quindi a pulire le SERP dai contenuti di bassa qualità), ma un cambiamento nel modo in cui Google reagisce ai diversi tipi di query, che consente quindi al motore di ricerca di ottenere il significato reale dietro una query, piuttosto che i termini separati in esso (le keywords per cui tanto ci si sbatte).

Inoltre, l’algoritmo è volto ad affrontare meglio le query di tipo conversazionale, c’era da aspettarselo diranno in molti visto e considerato il sempre maggior numero di ricerche che tutti noi effettuiamo dal cellulare e magari dettando al telefono la ricerca mentre siamo al volante o passeggiando per la città.

Quindi lo sforzo di Hummingbird sta tutto nel riuscire ad essere in grado di catturare l’intenzione effettiva mostrata dalla ricerca degli utenti e trovare il contenuto che corrisponde in modo più RILEVANTE a questa.

Che cosa significa questo per chi si occupa Web marketing e SEO

Beh, come ci ha già abituato da tempo a pensare vuol dire che diventano sempre più importanti, e prima di tutto il resto – i contenuti del tuo sito!

Il gioco dei troni è iniziato e PERTINENZA sarà il nome del nuovo RE…

ehm…scusate…

Tutto questo si traduce quindi, ancora una volta, nel dover carcare di avere contenuto che deve essere profondo e ricco, e non solo un testo piatto magari farcito con parole chiave per le quali siete convinti che vi stiano cercando.

Ora per avere una migliore idea di come adattare la vostra strategia di marketing digitale, è necessario capire quali meccanismi Google probabilmente usa per raggiungere l’obiettivo e ciò che ognuno di loro significa per il tuo sito.

1. Adattare la tua strategia di parole chiave per le query conversazionali

La prima sfida che Google deve affrontare oggi è il crescente numero di frasi colloquiali che vengono usate dalla gente per cercare nel web. Molto probabilmente (e questo è particolarmente vero per gli utenti che fanno uso di ricerca vocale mobile), queste query sono del tipo –

“How To Carotapacioccio?”, “Come Raggiungo Carotapacioccia?”, “Dove posso trovare Carotapacioccie? “,

(sostituite liberamente Carotapacioccia con un termine a vostra scelta oppure andate su yahoo answers)

Interpretando queste frasi più lunghe dette in gergo Coda Lunga (Rocco docet) Google non può più contare solo sulle parole chiave e fornire risultati diversi per ciascuno di essi. Ma piuttosto ricondurre le richieste di conversazione per un più breve “termine generale”, in base al tipo di intenti mostrati con la ricerca:

Per query di tipo

Informativo

1. L’utente si chiede “Quanti anni ha Cicciolina?”, Quindi …
2. L’utente vuole informazioni di carattere generale su Cicciolina, quindi …
3. Gli utenti troveranno informazioni che qualche equinofilo ha scritto nella pagina wikipedia di Cicciolina.

 

Di Navigazione

logo del UNRWA
UNRWA

 

1. L’utente cerca “Qual è il sito ufficiale di UNRWA”, quindi …
2. L’utente vuole ottenere la url del sito dell’UNRWA, quindi …
3. L’utente ha bisogno di risultati per
UNRWA, UNITED NATIONS RELIEF AND WORKS AGENCY (for Palestine) … e probabilmente Google gli mostrerà ANCHE qualche altra sigla tipo Unhcr…

 

Transazionale

1. L’utente cerca “Dove trovo un negozio di piumini?”, quindi …
2. L’utente vuole comprare un piumino d’oca per il letto o un giubbotto per l’inverno
3. Gli utenti lo troveranno tramite il Product Listing Ads più facilmente che sulla SERP (io personalmente mi sono trovato bene ad acquistare il mio piumino d’oca matrimoniale per il lettone sul sito di Patiflex)

oppure

1. L’utente cerca “Dove trovo un kebabbaro?”, quindi …
2. L’utente vuole individuare e saziarsi al kebabbaro più vicino, quindi …
3. Gli utenti lo troveranno con
le mappe di Google (vi consiglio di tenere d’occhio questo sito che parla di local)

Cosa fare quindi? Prova determinare tutte le frasi di conversazione con cui vorresti le persone siano in grado di localizzarti o che utilizzerebbero quando ricercano i tuoi servizi, e classificali in informativi, di navigazione e transazionali.

Assicurati che il contenuto scritto in ottica SEO  si estenda su ciascuna delle 3 tipologie:

Per coprire le query informative, crea contenuti che spiegano…(tipo wikipedia).

Le query di navigazione sono il tuo marchio, il nome del prodotto, il nome del sito, ecc (Ciò che i Guru chiamano fare Branding) Ciò che spesso aiuta a scalare la SERP per le parole chiave del tuo marchio sono link al tuo brand e al nome del sito web da siti che sono ritenuti rilevanti per il tuo contesto.

Per le query transazionali, utilizza parole chiave che abbiano un contenuto appropriato, ad esempio “Richiedi a Gabriele B. una Consulenza SEO a Trento” (è solo un esempio eh… 😛)

 

Quando possibile, puntare a frasi di tipo conversazionale tenendole tali quali. Quando non è possibile vale la pena usare i loro equivalenti più brevi o i sinonimi.

2. Sfruttare i sinonimi

Un altro passo avanti verso dei risultati di ricerca pertinenti è determinare ciò che una pagina tratta utilizzando non solo le singole parole chiave, ma i loro sinonimi.

In pratica questo significa che Google mostra i risultati della ricerca non solo per la frase esatta che l’utente ha digitato, ma per gli altri termini tematici correlati.

Avere un sito web a tema rilevante, si traduce in opportunità di apparire maggiormente: ovvero arrivare al top della query di Google non solo per le parole chiave mirate, ma per un sacco di loro sinonimi.

Al contrario, se non si fa questa scelta di tenere conto dei suoi sinonimi si rischia di essere sostituiti ad esempio con un modulo di una pagina del sito a tema rilevante.

Occorre quindi espandere la tua scelta di parole chiave, concentrandoti su sinonimi così da diversificare i contenuti:

Per vedere quali termini di ricerca Google considera sinonimo, prestare attenzione alle parole chiave correlate, acronimi o varianti ortografiche delle parole chiave evidenziate nei risultati di ricerca: 


Espandi la tua lista di sinonimi con le parole chiave che già portano traffico al tuo sito web (se hai attivo Google Analytics questo ti può aiutare)

Usare Google Suggest per parole chiave rilevanti. 


3. Sforzati di co-citare

Un altro modo per Google per identificare ciò che il tuo sito web tratta o quali offerte commerciali proponi è la co-citazione.

Questo significa che ogni volta che il tuo marchio (o un link al tuo sito) è menzionato insieme con i tuoi concorrenti o risorse simili, questo serve come un suggerimento a Google che la tua azienda e le altre società sono collegate.

E se i concorrenti sono già autorevoli nella tua nicchia di mercato, il tuo sito per Google piano piano diventerà rappresentativo per questa nicchia.

Serve quindi identificare i migliori concorrenti e cercare di far si che il proprio marchio venga menzionato a fianco del loro:

Eseguire una ricerca su Google ad es per “Top 10 [il termine generico per il tuo business] …”, “IL MIGLIORE [il termine generico per il tuo prodotto] del 2013”, ecc…

Se la tua azienda non appare, prova a raggiungere l’editore e chiedi di mettere anche voi nella lista. (Io personalmente non credo che funzioni proprio così, lo traduco comunque perchè penso possa suggerire una strada…e perchè il mio parere non vale poi molto)

Cerca altre marche concorrenti per le parole chiave, per trovare maggiori opportunità di citazione.

Reverse-engineering dei profili backlink concorrenti, serve a vedere da dove prendono i backlink i tuoi competitor, quali risorse quindi possono offrirti dei collegamenti.

Suggerimento: Usa SEO SpyGlass per l’analisi rapida del profilo di backlink di un concorrente. (marketta dell’autore, ma visto che prendo tutto da loro…almeno lo cito)

 

4. Riconsidera le tue ancore

Uno dei più grossi errori riguardanti la SEO del giorno d’oggi è quello di usare testi di ancoraggio “commerciali” nel link, questo perchè Google si basa ancora sul testi di ancoraggio dei backlink per meglio comprendere il tema di un sito.

Cosa si può fare?

Effettua un inventario dei link interni del tuo sito e vedi se si può meglio ottimizzare i testi di ancoraggio per le parole chiave semanticamente rilevanti. (per questo penso possa andar bene ScreamingFrog)

Controlla le ancore dei collegamenti esterni del tuo sito per fare in modo che siano abbastanza rilevanti.

Non dimenticare di circondare i collegamenti con parole chiave e loro sinonimi.

Es.

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5. Prestare maggiore attenzione alla Universal Search

E’ Molto probabile che il nuovo algoritmo che punta alla pertinenza farà si che Google mostri i risultati della ricerca universale per i vostri utenti.

Se per esempio un utente digita come ricerca “Buttare giù la panza” il risultato più pertinente sarà probabilmente un Video di Youtube (per chi vuole approfondire il tema Youtube digiti nel motore di ricerca la parola SEOMANTE).

Se vi chiedete dove acquistare la pizza a Trento, senza dubbio è necessario apparire tra gli annunci delle pizzerie locali:

Ciò significa che oggi, ancora più di prima, la ricerca universale, vi dà l’opportunità di:

(A) essere sopra i concorrenti quando essere in cima alla ricerca “organica”, nella famosa top10 sembra improbabile / impossibile / altro.

(B) veicolare più traffico al tuo sito utilizzando i canali di traffico supplementari

Cosa si può fare?

Vedere quali tipi di risultati di ricerca vengono visualizzati su Google per le parole chiave principali

Considerare la possibilità di ottenere una lista locale Google+

Ottimizzare le immagini per Google Immagini

Fare video e di ottimizzarli per YouTube

 

6. Utilizzare i dati di markup strutturati

Per raccogliere maggiori informazioni sul tuo sito web, il suo tema e il contenuto, Google presta ancora più attenzione ai dati strutturati. Questo è un modo perfetto per far si che la conoscenza di Google del tuo sito aumenti, Usa gli Rich Snippets Luke!

Assicurati di utilizzare il numero massimo di proprietà dei dati strutturati, più Google sa del tuo sito (utilizzare Google+ per l’authorship)

Per aiutare Google a migliorare la conoscenza del tuo sito, puoi usare schema.org (utilizzare il markup Schema.org per i video , utilizzare dati strutturati Markup per comunicare a Google di più su film, eventi, ecc sul tuo sito).

Utilizzare dati strutturati strumento di test del google web master tools per assicurarsi che Google interpreti i dati strutturati correttamente sulle tue pagine web.

 

 

Un saluto e a presto 🙂

Carotapacioccia

Fonte: Link Assistant