Come funziona Google? Un corso SEO che suggerisco

Queste poche righe vogliono essere la mia personalissima impressione sulla giornata passata con Enrico “LowLevel” Altavilla.

Enrico ha infatti ideato un corso SEO che è una giornata di formazione per approfondire il funzionamento di Google.

Dunque dunque…che dire…

Non conoscevo Enrico Altavilla se non di fama, leggo il suo blog, adoro l’umorismo nerd e rido alla maggior parte dei suoi post su G+…nulla più.Dopo averlo conosciuto ieri posso affermare con assoluta certezza tre cose:
– me lo immaginavo più alto
– non assomiglia per nulla alla foto del profilo
-è una persona attenta e gentile.

Dette queste cose inutili, vediamo cosa mi viene in mente di dirvi.

Cosa si propone il corso lo lascio alla pagina di Enrico, leggetevela se ancora non lo avete fatto e poi tornate qui…

A chi consiglio questa giornata di formazione:
La giornata la consiglio a chi si occupa di SEO , a chi si vuole occupare di SEO, a chi si sta avvicinando alla SEO.
La sconsiglio a chi è esperto SEO.
La consiglio fortemente a chi  : fa questo mestiere da autodidatta
”                                   ”  ”    : non ha avuto modo di lavorare per aziende del settore ma lavora e ha sempre lavorato da solo.

A chi si è formato con eventi spot o avendo studiato solo su libri in inglese capendo il 99% del libro (Enrico probabilmente conosce quell’1% che vi sfugge!).
(La tecnica delle virgolette è scomodissima, la sconsiglio a tutti… ci ho messo più tempo a fare le virgolette che se avessi riscritto tutto…)
(per non parlare della riga qui sopra…) […]

Quindi: SE anche voi come me avete qualche dubbiarello perchè vi formate (come tutti) leggendo tonnellate di roba su internet (e come me trovate tutto e il contrario di tutto) Enrico è la persona adatta a scardinare questi dubbi e a chiarire con cognizione di causa perchè le cose stanno in una maniera o nell’altra.

La giornata volerà e come in pochi altri casi nella vostra vita vi renderete conto di come il tempo passa in fretta…
Questo perchè Enrico sarà in grado di portarvi per mano dentro google…
Pensatelo come un Mary Poppins che vi porta …
Pensatelo come un Virgilio che vi porta all’interno di qualcosa di grande misterioso e inesplorato che senza una guida diventa un labirinto inestricabile…

Bene durante la giornata avrete modo di riflettere su:
A) Su cosa si basa Google (cosa importantissima per farsi una coscienza critica di quel che si legge in giro)

B) Come diamine fa a fare tutto quello che fa

C) Quante cavolate avete sentito in giro

D) perchè Enrico non ha pensato a questo corso prima?

La formazione viene erogata al solito modo :

Video proiettore, slides(*), quaderno degli appunti, relatore.

Punti a favore della giornata di ieri:
Enrico si è dimostrato molto disponibile a lasciarsi interrompere per ogni dubbio, e l’ha saputo snocciolare.
Enrico è chiaro, parla potabile, usa la forza, Enrico di qua,
Enrico vi farà fare un giro dentro a Google che vi permetterà di capire di cosa vi dovete pre-occupare e occupare, di quali possono essere certi problemini sul vostro sito e del perchè sono un problema,
capirete cosa significa Panda, capirete cosa significa Pollo (o gallina…deciderete voi) e cosa significa Penguin.
Enrico di là,
Enrico vi adatterà il corso in base a quello che voi gli dite di sapere.

Punti negativi della giornata:
Anche se Enrico parlerà per una intera giornata, mano a mano che vi si appianeranno dei dubbi, vi verrà voglia di approfondire anche altro…ma in una giornata non si può far tutto…
E quando viene sera (cit) vi monterà una certa rabbia che la giornata è già finita.
Non vi resterà che ringraziare andarvene e rivedere un sacco di cose che prima avevate visto con altri occhi…e che ora riguarderete con occhi nuovi.

Mi permetto a tutti di dare solo un semplice consiglio di natura “Off-Site”:
Enrico a pranzo vi inviterà a mangiare oltre al primo…

  • un secondo,
  • il dolce,
  • la frutta,
  • il caffè,
  • l’ammazza caffè,
  • il resentin…

è pura cordialità la sua…
Ma fate molta attenzione a non farvi tentare!!!
Quando la digestione inizia l’attenzione cala…e le ore che passerete in quella stanza sono preziose dal primo minuto all’ultimo…

Cosa mi sono portato via :
Sembrerà assurdo ma questo ancora non ve lo so dire, si mettono in bocca un sacco di cose (come diceva cicciolina)
Servirà del tempo per metabilizzarle tutte…credo che per ogni persona che voglia scrivere da qualunque parte la parola SEO tutto ciò che ho visto ieri sia fondamentale avercelo ben stampato nella capa!

 

(*) Enrico , se stai leggendo questo post sappi che le tue Giogionate Nerd che hai inserito nelle slide non mi sono passate sotto al naso inosservate, solo non volevo perder tempo a chiederti come cavolo avevi fatto a fare le gigionate (vedi ad es. cursore su Google)…quindi se ti va di dirmi come hai fatto la mia mail ce l’hai 😛

PS: Enrico ha fatto sapere al convegno gt 2013 che le gigionate sopra citate sono GIF ANIMATE : Mitico.

Update di Google Hummingbird – che cosa dovrebbe significare per chi fa SEO?

GOOGLE UPDATE HUMMINGBIRD
aviensis google hummingbird uccellus

La scorsa settimana Google ha annunciato il suo nuovo update all’algoritmo Hummingbird, mettendo un sacco di dubbi a SEO che si sono chiesti – che cosa significa per me e il mio sito web? Questa breve traduzione dal portale di link assistant sull’aggiornamento a Hummingbird serve per spiegare cosa è stato questo aggiornamento e di conseguenza come ci si può comportare per farcelo amico 🙂

Allora, che cosa sappiamo di Hummingbird?

Sebbene sia stato annunciato il 26 settembre, Hummingbird è stato rilasciato un mese prima e si dice influenzi il 90% delle query di ricerca.

A differenza di Penguin e Panda, Colibrì (questo il nome in Italiano del volatile più amato dai SEO, vedi alla voce “The Art of SEO”)

un bel libro che parla di SEO
The Art of SEO e il colibrì


non è un aggiornamento basato sulla penalizzazione (volto quindi a pulire le SERP dai contenuti di bassa qualità), ma un cambiamento nel modo in cui Google reagisce ai diversi tipi di query, che consente quindi al motore di ricerca di ottenere il significato reale dietro una query, piuttosto che i termini separati in esso (le keywords per cui tanto ci si sbatte).

Inoltre, l’algoritmo è volto ad affrontare meglio le query di tipo conversazionale, c’era da aspettarselo diranno in molti visto e considerato il sempre maggior numero di ricerche che tutti noi effettuiamo dal cellulare e magari dettando al telefono la ricerca mentre siamo al volante o passeggiando per la città.

Quindi lo sforzo di Hummingbird sta tutto nel riuscire ad essere in grado di catturare l’intenzione effettiva mostrata dalla ricerca degli utenti e trovare il contenuto che corrisponde in modo più RILEVANTE a questa.

Che cosa significa questo per chi si occupa Web marketing e SEO

Beh, come ci ha già abituato da tempo a pensare vuol dire che diventano sempre più importanti, e prima di tutto il resto – i contenuti del tuo sito!

Il gioco dei troni è iniziato e PERTINENZA sarà il nome del nuovo RE…

ehm…scusate…

Tutto questo si traduce quindi, ancora una volta, nel dover carcare di avere contenuto che deve essere profondo e ricco, e non solo un testo piatto magari farcito con parole chiave per le quali siete convinti che vi stiano cercando.

Ora per avere una migliore idea di come adattare la vostra strategia di marketing digitale, è necessario capire quali meccanismi Google probabilmente usa per raggiungere l’obiettivo e ciò che ognuno di loro significa per il tuo sito.

1. Adattare la tua strategia di parole chiave per le query conversazionali

La prima sfida che Google deve affrontare oggi è il crescente numero di frasi colloquiali che vengono usate dalla gente per cercare nel web. Molto probabilmente (e questo è particolarmente vero per gli utenti che fanno uso di ricerca vocale mobile), queste query sono del tipo –

“How To Carotapacioccio?”, “Come Raggiungo Carotapacioccia?”, “Dove posso trovare Carotapacioccie? “,

(sostituite liberamente Carotapacioccia con un termine a vostra scelta oppure andate su yahoo answers)

Interpretando queste frasi più lunghe dette in gergo Coda Lunga (Rocco docet) Google non può più contare solo sulle parole chiave e fornire risultati diversi per ciascuno di essi. Ma piuttosto ricondurre le richieste di conversazione per un più breve “termine generale”, in base al tipo di intenti mostrati con la ricerca:

Per query di tipo

Informativo

1. L’utente si chiede “Quanti anni ha Cicciolina?”, Quindi …
2. L’utente vuole informazioni di carattere generale su Cicciolina, quindi …
3. Gli utenti troveranno informazioni che qualche equinofilo ha scritto nella pagina wikipedia di Cicciolina.

 

Di Navigazione

logo del UNRWA
UNRWA

 

1. L’utente cerca “Qual è il sito ufficiale di UNRWA”, quindi …
2. L’utente vuole ottenere la url del sito dell’UNRWA, quindi …
3. L’utente ha bisogno di risultati per
UNRWA, UNITED NATIONS RELIEF AND WORKS AGENCY (for Palestine) … e probabilmente Google gli mostrerà ANCHE qualche altra sigla tipo Unhcr…

 

Transazionale

1. L’utente cerca “Dove trovo un negozio di piumini?”, quindi …
2. L’utente vuole comprare un piumino d’oca per il letto o un giubbotto per l’inverno
3. Gli utenti lo troveranno tramite il Product Listing Ads più facilmente che sulla SERP (io personalmente mi sono trovato bene ad acquistare il mio piumino d’oca matrimoniale per il lettone sul sito di Patiflex)

oppure

1. L’utente cerca “Dove trovo un kebabbaro?”, quindi …
2. L’utente vuole individuare e saziarsi al kebabbaro più vicino, quindi …
3. Gli utenti lo troveranno con
le mappe di Google (vi consiglio di tenere d’occhio questo sito che parla di local)

Cosa fare quindi? Prova determinare tutte le frasi di conversazione con cui vorresti le persone siano in grado di localizzarti o che utilizzerebbero quando ricercano i tuoi servizi, e classificali in informativi, di navigazione e transazionali.

Assicurati che il contenuto scritto in ottica SEO  si estenda su ciascuna delle 3 tipologie:

Per coprire le query informative, crea contenuti che spiegano…(tipo wikipedia).

Le query di navigazione sono il tuo marchio, il nome del prodotto, il nome del sito, ecc (Ciò che i Guru chiamano fare Branding) Ciò che spesso aiuta a scalare la SERP per le parole chiave del tuo marchio sono link al tuo brand e al nome del sito web da siti che sono ritenuti rilevanti per il tuo contesto.

Per le query transazionali, utilizza parole chiave che abbiano un contenuto appropriato, ad esempio “Richiedi a Gabriele B. una Consulenza SEO a Trento” (è solo un esempio eh… 😛)

 

Quando possibile, puntare a frasi di tipo conversazionale tenendole tali quali. Quando non è possibile vale la pena usare i loro equivalenti più brevi o i sinonimi.

2. Sfruttare i sinonimi

Un altro passo avanti verso dei risultati di ricerca pertinenti è determinare ciò che una pagina tratta utilizzando non solo le singole parole chiave, ma i loro sinonimi.

In pratica questo significa che Google mostra i risultati della ricerca non solo per la frase esatta che l’utente ha digitato, ma per gli altri termini tematici correlati.

Avere un sito web a tema rilevante, si traduce in opportunità di apparire maggiormente: ovvero arrivare al top della query di Google non solo per le parole chiave mirate, ma per un sacco di loro sinonimi.

Al contrario, se non si fa questa scelta di tenere conto dei suoi sinonimi si rischia di essere sostituiti ad esempio con un modulo di una pagina del sito a tema rilevante.

Occorre quindi espandere la tua scelta di parole chiave, concentrandoti su sinonimi così da diversificare i contenuti:

Per vedere quali termini di ricerca Google considera sinonimo, prestare attenzione alle parole chiave correlate, acronimi o varianti ortografiche delle parole chiave evidenziate nei risultati di ricerca: 


Espandi la tua lista di sinonimi con le parole chiave che già portano traffico al tuo sito web (se hai attivo Google Analytics questo ti può aiutare)

Usare Google Suggest per parole chiave rilevanti. 


3. Sforzati di co-citare

Un altro modo per Google per identificare ciò che il tuo sito web tratta o quali offerte commerciali proponi è la co-citazione.

Questo significa che ogni volta che il tuo marchio (o un link al tuo sito) è menzionato insieme con i tuoi concorrenti o risorse simili, questo serve come un suggerimento a Google che la tua azienda e le altre società sono collegate.

E se i concorrenti sono già autorevoli nella tua nicchia di mercato, il tuo sito per Google piano piano diventerà rappresentativo per questa nicchia.

Serve quindi identificare i migliori concorrenti e cercare di far si che il proprio marchio venga menzionato a fianco del loro:

Eseguire una ricerca su Google ad es per “Top 10 [il termine generico per il tuo business] …”, “IL MIGLIORE [il termine generico per il tuo prodotto] del 2013”, ecc…

Se la tua azienda non appare, prova a raggiungere l’editore e chiedi di mettere anche voi nella lista. (Io personalmente non credo che funzioni proprio così, lo traduco comunque perchè penso possa suggerire una strada…e perchè il mio parere non vale poi molto)

Cerca altre marche concorrenti per le parole chiave, per trovare maggiori opportunità di citazione.

Reverse-engineering dei profili backlink concorrenti, serve a vedere da dove prendono i backlink i tuoi competitor, quali risorse quindi possono offrirti dei collegamenti.

Suggerimento: Usa SEO SpyGlass per l’analisi rapida del profilo di backlink di un concorrente. (marketta dell’autore, ma visto che prendo tutto da loro…almeno lo cito)

 

4. Riconsidera le tue ancore

Uno dei più grossi errori riguardanti la SEO del giorno d’oggi è quello di usare testi di ancoraggio “commerciali” nel link, questo perchè Google si basa ancora sul testi di ancoraggio dei backlink per meglio comprendere il tema di un sito.

Cosa si può fare?

Effettua un inventario dei link interni del tuo sito e vedi se si può meglio ottimizzare i testi di ancoraggio per le parole chiave semanticamente rilevanti. (per questo penso possa andar bene ScreamingFrog)

Controlla le ancore dei collegamenti esterni del tuo sito per fare in modo che siano abbastanza rilevanti.

Non dimenticare di circondare i collegamenti con parole chiave e loro sinonimi.

Es.

Per ulteriori informazioni su un ottimo B&B a Recoaro terme clicca qui .

I nostri partner hanno grandi offerte su pacchetti vacanza a Recoaro terme e bad and breakfast a Recoaro Terme.

Ecco un buon sito web per chi pianifica un viaggio a Recoaro terme.

 

5. Prestare maggiore attenzione alla Universal Search

E’ Molto probabile che il nuovo algoritmo che punta alla pertinenza farà si che Google mostri i risultati della ricerca universale per i vostri utenti.

Se per esempio un utente digita come ricerca “Buttare giù la panza” il risultato più pertinente sarà probabilmente un Video di Youtube (per chi vuole approfondire il tema Youtube digiti nel motore di ricerca la parola SEOMANTE).

Se vi chiedete dove acquistare la pizza a Trento, senza dubbio è necessario apparire tra gli annunci delle pizzerie locali:

Ciò significa che oggi, ancora più di prima, la ricerca universale, vi dà l’opportunità di:

(A) essere sopra i concorrenti quando essere in cima alla ricerca “organica”, nella famosa top10 sembra improbabile / impossibile / altro.

(B) veicolare più traffico al tuo sito utilizzando i canali di traffico supplementari

Cosa si può fare?

Vedere quali tipi di risultati di ricerca vengono visualizzati su Google per le parole chiave principali

Considerare la possibilità di ottenere una lista locale Google+

Ottimizzare le immagini per Google Immagini

Fare video e di ottimizzarli per YouTube

 

6. Utilizzare i dati di markup strutturati

Per raccogliere maggiori informazioni sul tuo sito web, il suo tema e il contenuto, Google presta ancora più attenzione ai dati strutturati. Questo è un modo perfetto per far si che la conoscenza di Google del tuo sito aumenti, Usa gli Rich Snippets Luke!

Assicurati di utilizzare il numero massimo di proprietà dei dati strutturati, più Google sa del tuo sito (utilizzare Google+ per l’authorship)

Per aiutare Google a migliorare la conoscenza del tuo sito, puoi usare schema.org (utilizzare il markup Schema.org per i video , utilizzare dati strutturati Markup per comunicare a Google di più su film, eventi, ecc sul tuo sito).

Utilizzare dati strutturati strumento di test del google web master tools per assicurarsi che Google interpreti i dati strutturati correttamente sulle tue pagine web.

 

 

Un saluto e a presto 🙂

Carotapacioccia

Fonte: Link Assistant

MARE CHIUSO in streaming gratuito per fermare il massacro dei migranti in mare

Dalle 24.00 di oggi fino alle 24 di domenica 6 ottobre.

Il Mediterraneo inghiotte uomini, donne e bambini in fuga dall’orrore di guerre e persecuzioni. Il mare è il sicario. I mandanti sono i nostri governanti e le loro politiche di “accoglienza”, fatte di accordi segreti con dittatori, respingimenti, centri di identificazione ed espulsione e sacchi di plastica.
ZaLab contribuisce a denunciare questo inaccettabile status quo mettendo in onda gratuitamente Mare Chiuso su Vimeo.
Vi chiediamo di promuovere e diffondere questa iniziativa, firmando l’appello di Melting Pot per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo e diffondendo il documentario, perché più persone possibile vedano con i propri occhi che dietro a queste morti con c’è il caso, ma una deliberata e premeditata volontà dell’Italia e dell’intera Europa di calpestare i diritti e di negare il futuro di migliaia di perseguitati.
il video rimarrà in visione dalla mezzanotte di oggi venerdì 4 ottobre fino alla mezzanotte di domenica 6 ottobre.
Sarà possibile anche sostenere questa iniziativa e l’attività di ZaLab con una piccola donazione, cliccando il tasto TIP JAR su Vimeo. Il link sarà accessibile  direttamente dalla pagina di Mare Chiuso.

Copia-incollato da : http://www.zalab.org/news-it/id/252#.Uk8szCSAYtW

Apre il primo servizio di ristorazione a domicilio a Verona: Fast and Good … di nome e di fatto!

È nato a Verona qualcosa che mancava, e di cui probabilmente molti sentivano il bisogno.

Segnatevi questa URL: www.fastandgood.it

Siamo italiani dopotutto no? E ci piace mangiare bene, e NON ci piace pagare 9 euro per un panino unto una bottiglietta d’acqua e un caffè…

Eppure fino ad oggi questa era la realtà che si prospettava a molti professionisti arrivata l’ora di pranzo.

Ghe volea tanto?

Dirà qualcuno?

Per come la vedo io, si! Perchè? Beh semplice, perchè molti Veronesi sono abituati a non muoversi troppo, e chi non si muove non vede, non capisce, non cambia sé, ne il mondo che lo circonda.

Discorso diverso quello di chi ha voluto puntare su Fast And Good…un nome che richiama alla mente Fast And Furious e un mondo “yankee” cui non sono / siamo abituati…

Eppure è facile, anzi è proprio tutto li !!!

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Se vai a N.Y. di servizi di delivery in bicicletta ne vedi ad ogni angolo…eppure le biciclette le abbiamo anche noi in Italia, anzi, probabilmente noi abbiamo dei piatti che loro sognano…

Ecco li che salta fuori lo spirito imprenditoriale vero, il rischiare, l’osare… e non ditemi che una grafica così innovativa non sia osare! Poi però basta usare l’ingrediente della semplicità d’uso del sito…

Ed allora ecco che il lieto fine viene facile.
Aprire un servizio di delivery in quel di Verona, che di professionisti in centro città ne ha parecchi da servire, ma non solo!
Single che arrivano a casa la sera e non hanno voglia di farsi da mangiare,

sportivi che si possono organizzare per tornare a casa di per se tardi per lo sport, ma che non devono più pensare di dover fare mezzanotte per voler mangiare un piatto di pasta…

o semplicemente Pigri 🙂

Chiunque può non aver voglia di farsi da mangiare, anche io odio dovermi fare da mangiare se devo farne solo per me, se siamo in due … già è diverso…

E poi… a quei prezzi li…chi te lo fa fare di metterti ai fornelli ad Agosto? 😉

Buon delivery a tutti!
ristorazione a domicilio fast and good

 

Traduzione in italiano di Multishop 2.0.38 pi1 locallang.xlf TYPO3

TYPO3TranslationServer2

Ieri ho fatto una prima traduzione del modulo Multishop per TYPO3 dall’inglese all’italiano.

Seguiranno miglioramenti della traduzione di Multishop.

Se qualcuno lo usasse e avesse consigli di miglioramento sono ovviamente i benvenuti.

Link alla pagina della traduzione in italiano di Multishop

Per chi non sapesse cosa è Multishop:

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TYPO3 Multishop is an E-Commerce plugin for the TYPO3 CMS which supports front-end editing and multiple webshops within the same pagetree.

  • Multiple stores within the same page tree
  • Unlimited categories, manufacturers, products, product attributes, product relatives and product specials
  • Combines shop with CMS for the best e-commerce experience

Trovare un file con Spotlight, si ma dov’è nel disco?

Tutti i possessori di un computer con sopra sistema operativo Apple fanno uso di spotlight.

 

E’ davvero comodo diciamolo, tanto che nessuno che ami usare la tastiera più del mouse usa più la barra con le icone in basso… (qualsiasi nome Apple abbia voluto dargli)

Se ti trovi qui probabilmente hai avuto la mia stessa necessità, ti è capitato per esempio di cercare un contenuto, ma non ti ricordi il nome del file che lo contiene,

ti ricordi però che nella stessa cartella c’è il file XYZ, basterebbe quindi trovare questa cartella…

Ecco come fare:

Da spotlight una volta trovato il risultato tieni premuto per qualche secondo il tasto COMMAND.
Vedrai così che la preview del file verrà ridimensionata e se avrai pazienza, dopo il nome del file vedrai anche il suo path.

 

Finito! (cit).

Attenzione al settaggio delle impostazioni robots.txt in un tema WP

Il sito su cui sei adesso è composto principalmente da due parti:
Un installazione di di WordPress e un tema.

Il tema l’ho scaricato gratuitamente dal sito site5

Una volta installato il tema appare nella barra degli strumenti di worpress (quella sulla sinistra)
un “ingranaggio tipo settings” con etichetta “Theme Options”

E’ da li che puoi modificare il tema e adattarlo alle tue necessità.

Tra le tante possibilità ce n’è una che permette al tema di riscrivere tutte le impostazioni del file robots.txt.

Che cosa è un robot? Un robot non è altro che un programma che ha il compito di eseguire in automatico alcune operazioni

(per permettere così ai programmatori di farsi una vita sociale e possibilmente trovarsi una donna, loro però preferiscono giocare a Starcraft [ndr]).

In particolare con il file robots.txt si ha la possibilità di dire a quei programmi che hanno lo scopo di scansionare la rete, come comportarsi con il proprio sito. Google per esempio come fa a sapere come è fatta la rete? Come fa a darci dei risultati quando noi gli facciamo delle domande? Beh diciamo che prima è passato il suo robot, ha letto il nostro sito se lo è catalogato gli ha dato l’importanza che (secondo Google) merita ecc…questo file robots (che usiamo per parlare con Google sia chiaro…perchè ci potrebbe essere un altro robot che non segue le istruzioni scritte nel nostro file) che noi andiamo a compilare dice fondamentalmente 3 cose: se va indicizzato il nostro sito, se vanno o meno seguiti i link contenuti nelle nostre pagine e se è il caso che si salvi in cache il contenuto che trova. Per fare questo ci sono le istruzioni index, follow, archive.

Il suggerimento che danno molti SEO / Webmaster è quello di NON mettere indicazioni in ogni pagina del sito, e in generale di evitare di usare un file robots se non si vogliono dare indicazioni diverse da quelle base (che sono index,follow). La maggior parte di noi quindi non avrebbe bisogno di un file robots, che invece potrebbe essere molto comodo per altre realtà, un esempio giusto per capirci. Secondo te ha senso che un sito di e-commerce indicizzi il “carrello acquisti” ? La risposta probabilmente è no, a meno che tu non sia fatto di GROG, ecco, questo è un esempio in cui avrebbe quindi senso dire al motore di ricerca guarda di non indicizzare questa pagina! Ma in un sito banale come il mio, non ha alcun senso.
E allora?

Beh si da il caso che nel tema che ho installato ci fosse scritto riguardo alla possibilità di usare il file robots.txt :

Choose General Bot Indexing Type

e tra le risposte c’era la voce

none .

Allora mi sono detto, devo fare qualcosa di diverso da come si comporterebbe di default? NONE!
E così gli ho detto, invece poi ho scoperto che “none” ha un significato tutto suo e che in particolare significa: no index, no follow!!!
Morale della favola, la voce none non era quello che pensavo io, anzi! Il tema sovrascriveva ogni pagina del mio sito inserendo le istruzioni no index, no follow, dicendo così al motore di ricerca di non indicizzare il sito ne i suoi link. Ecco che mi sono ritrovato con un sito che rispondeva alla url del dominio in modo corretto, il dns infatti non aveva problemi e risolveva www.gabrielebenedetti.com se però scrivevo site:www.gabrielebenedetti.com non ottenevo nessuna risposta (questa operazione dovrebbe ritornare tutte le pagine indicizzate da google, attenzione a non mettere spazi tra site:eilresto !)

 

Un consiglio per tutti coloro che non sono esperti nella costruzione di siti internet: Quando create un sito, fate il minor numero di modifiche possibili a quello che trovate, specialmente dal punto di vista delle impostazioni, altrimenti rischiate che capiti anche voi come a me, che vi dimentichiate di aver modificato “quel-dannato-settaggio” che poi non fa andare più nulla.
Fate il vostro sito con calma, e poi piano piano provate a fare le vostre modifiche, una alla volta, cercando di capirle a fondo e di vedere che cosa comportano!

La historia es nuestra y la hacen los pueblos

Salvador Allende , la historia es nuestra
La historia es nuestra y la hacen los pueblos

 

Seguramente ésta será la última oportunidad en que me pueda dirigir a ustedes. La Fuerza Aérea ha bombardeado las torres de Radio Portales y Radio Corporación. Mis palabras no tienen amargura sino decepción. Que sean ellas el castigo moral para los que han traicionado el juramento que hicieron: soldados de Chile, comandantes en jefe titulares, el “Almirante Merino” que se ha auto designado, más el señor Mendoza, general rastrero que sólo ayer manifestara su fidelidad y lealtad al Gobierno, y que también se ha autodenominado “Director General de carabineros”. Ante estos hechos sólo me cabe decir a los trabajadores: ¡Yo no voy a renunciar! Colocado en un tránsito histórico, pagaré con mi vida la lealtad del pueblo. Y les digo que tengo la certeza de que la semilla que entregáramos a la conciencia digna de miles y miles de chilenos, no podrá ser segada definitivamente. Tienen la fuerza, podrán avasallarnos, pero no se detienen los procesos sociales ni con el crimen ni con la fuerza. La historia es nuestra y la hacen los pueblos. Trabajadores de mi Patria: quiero agradecerles la lealtad que siempre tuvieron, la confianza que depositaron en un hombre que sólo fue intérprete de grandes anhelos de justicia, que empeñó su palabra en que respetaría la Constitución y la ley, y así lo hizo. En este momento definitivo, el último en que yo pueda dirigirme a ustedes, quiero que aprovechen la lección: el capital foráneo, el imperialismo, unidos a la reacción, creó el clima para que las Fuerzas Armadas rompieran su tradición, la que les enseñara Schneider y reafirmara el comandante Araya, víctimas del mismo sector social que hoy estará en sus casas esperando con mano ajena reconquistar el poder para seguir defendiendo sus granjerías y sus privilegios. Me dirijo, sobre todo, a la modesta mujer de nuestra tierra, a la campesina que creyó en nosotros, a la obrera que trabajó más, a la madre que supo de nuestra preocupación por los niños. Me dirijo a los profesionales de la Patria, a los profesionales patriotas que, hace días, siguieron trabajando contra la sedición auspiciada por los colegios profesionales, colegios de clases para defender también las ventajas de una sociedad capitalista de unos pocos. Me dirijo a la juventud, a aquellos que cantaron y entregaron su alegría y su espíritu de lucha. Me dirijo al hombre de Chile, al obrero, al campesino, al intelectual, a aquellos que serán perseguidos, porque en nuestro país el fascismo ya estuvo hace muchas horas presente; en los atentados terroristas, volando los puentes, cortando las líneas férreas, destruyendo lo oleoductos y los gaseoductos, frente al silencio de quienes tenían la obligación de proceder. Estaban comprometidos. La historia los juzgará. Seguramente Radio Magallanes será acallada y el metal tranquilo de mi voz no llegará a ustedes. No importa. La seguirán oyendo. Siempre estaré junto a ustedes. Por lo menos mi recuerdo será el de un hombre, digno, que fue leal a la lealtad de los trabajadores. El pueblo debe defenderse, pero no sacrificarse. El pueblo no debe dejarse arrasar ni acribillar, pero tampoco puede humillarse. Trabajadores de mi Patria, tengo fe en Chile y su destino. Superarán otros hombres este momento gris y amargo donde la traición pretende imponerse. Sigan ustedes sabiendo que, mucho más temprano que tarde, de nuevo abrirán las grandes alamedas por donde pase el hombre libre, para construir una sociedad mejor. ¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!

Odiare i libri di Informatica

Sono sempre stato un somarello in informatica e do tutta la colpa a chi si arroga il diritto di scrivere libri di informatica

Senza averne alcuna competenza…

 

Visto che Vanity Fair mi ha fatto qualche domanda sul perchè di queste mie critiche ecco qualche delucidazione…

 

Opzione numero 1:

perchè trovi frasi del tipo:

 

La sezione 18.2 approfondisce gli argomenti trattati al capitolo precedente,

nella figura 57 vedete lo schema relativo alla spiegazione di pag 147.

 

…e arrivati alla pagina 147 leggerete :

 

La ovvia spiegazione del fenomeno è da ritenersi sufficientemente trattata nel paragrafo 8.3…

 

Se questo non bastasse nei libri di informatica potreste sempre trovare capitoli ricreativi atti a farvi sorridere o, come nel mio caso, perdere completamente la pazienza, spazientirvi e andare a scrivere tutta una serie di fesserie nel proprio sito dove cioè i NERD frustrati si sfogano…

Vediamo un estratto dal libro “L’arte del SEO in cucina per cultori di giraffe”

 

Capitolo 18. Ricreazione

Questa bizzarra e breve intromissione dà al lettore

la possibilità di rilassarsi e, forse, di sorridere un po’.

Compagno utilizzatore di SEO, salve! Stai leggendo

qualcosa che ti porterà fortuna e buona sorte. Spedisci

semplicemente per e-mail una copia di questo documento a

dieci tuoi amici. Però, prima di fare le copie, invia uno

script Bash di cento righe alla prima persona dell’elenco che

trovi allegato in fondo alla lettera. Quindi cancella il suo

nome ed aggiungi il tuo alla fine della lista stessa.

Non spezzare la catena! Fai le copie entro quarantott’ore.

@AnnaAnika non ha spedito le sue dieci copie e

si è svegliata, il mattino dopo, scoprendo che la sua qualifica

di lavoro su linkedin.com era cambiata in “programmatrice COBOL.”

@ChiaraStorti ha spedito le copie ed in un mese ha avuto

così tanti backlink tali da rendere Recoaro Terme il centro

di aggregazione sociale per giovani SEO Europei in cerca della strada per il posizionamento organico.

@LaSeomante ha riso leggendo questa lettera e ha interrotto la

catena. Poco dopo il suo Ipod ha preso fuoco bruciandole tutte le treccine colorate…

ora lei passa i suoi giorni scrivendo documentazione per MS Windows.

Non spezzare la catena! Spedisci le copie oggi stesso!

 

…informatici…TSK!

Per non parlare di quando sul dizionario di informatica … in cerca del significato di

 

“Ricorsivo”

trovi scritto

“vedere alla voce Ricorsivo” …

…simpatici…

E-commerce Strategies

e-commerce strategies copertina

Sabato sono stato all’evento organizzato dal fantastico team di GT Idea : “E-commerce Strategies” ecco cosa mi sono portato a casa…

Il primo a parlare è stato G. Cappellotto.

Un intervento che riassumerei così:

Se vuoi aprire un e-commerce devi conoscere molto bene la tua realtà aziendale e i processi che la coinvolgono, solo così potrai non far parte della maggior parte degli e-commerce che chiudono 2 anni dopo l’apertura

Partiamo dal concetto di chi sono gli utenti di un e-commerce, o meglio ancora, siamo lungimiranti, chi saranno i nostri utenti? Nel 2013 si prospettano vendite sopra il miliardo per quanto riguarda le vendite smartphone e tablet, mentre per i PC normali si parla di 350 Milioni…(extremetech.com)

La domanda da porsi è ovvia…cosa comporta avere uno smartphone tra le mani?

Tante tante cose…specialmente nell’e-commerce, basti pensare che il 95% delle intenzioni di vendita nascono online.

Chiaramente la vendita online comporta molti problemi per noi italiani, visto che il nostro mercato è principalmente composta da piccole e medie imprese, che G.C. Chiama “Poor Players”.

Per avere infatti un negozio virtuale non basta “esserci”…bisogna che tutti gli ingranaggi funzionino a dovere, cosa che ovviamente richiede un certo investimento…c’è da chiedersi quindi…siamo disposti ad affrontare questo investimento?

Una cosa interessante di cui parla G.C. è di come tra di noi nella società in cui viviamo ci co-influenziamo a vicenda, e di come questo tenda ad appiattire le scelte facendole convergere.

Cosa bisogna conoscere del proprio business ci si chiederà? A suo avviso 5 metriche sono importanti:

 

5 cose da tenere in considerazione
5 cose da tenere in considerazione

 

Queste metriche devono servire ad una cosa sola: rispondere alla necessità di FARE SOLDI…

e a questo punto la presentazione a mio avviso ha iniziato a prendere una brutta piega in cui l’oratore è partito con una digressione sull’essere sessista, sionista e “bushano” che a mio avviso avrebbe decisamente potuto risparmiarsi e che ho trovato davvero penosa.
Non dovendo valutarlo per le sue doti umane…mi tappo il naso e avanti.

Il problema o l’errore che nel complesso mi pare si trovino ad affrontare la maggior parte dei gestori di e-commerce sta nel fatto che non viene posta attenzione sui punti fondamentali della loro attività EX-ANTE ma che si corra ai ripari solo quando le cose vanno già male e non prima magari per pianificare le attività che ci vedranno coinvolti.

Come a fine giornata dirà Andrea Boscaro in questo modo si rischia di fare una maratona ma di sbagliare strada prima di tagliare il traguardo.

Un buon consulente dovrebbe quindi, se cercato in tempo, permettere ai clienti di valutare quali siano le giuste strategie e metriche su cui porre la propria attenzione.

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Bisogna aver cura di identificare i clienti cosa che spesso non viene fatta nemmeno da chi ce l’ha e la porta avanti l’attività, convinto che la risposta più intelligente alla domanda “chi sono i tuoi clienti” sia TUTTI!

Solo una volta individuati i clienti del mio e-commerce potrò valutare come soddisfarne i bisogni, e come impostare quindi la mia offerta.

Fondamentale ricercare in tutto questo la ripetibilità e la scalabilità dei miei processi di vendita.Specialmente quando parto da un negozio fisico non posso incorrere nell’errore di ampliare il mio mercato, investire per acquisire nuovi clienti e poi trovarmi una filiera NON in grado di soddisfare tutte le nuove richieste!

 

G.C Termina l’intervento con 8 consigli, la copertina del suo libro e una slide con i suoi contatti:
www.giovannicappellotto.it per chi volesse approfondire la conoscenza.

APPLAUSI…

And the next is Alessio Sbrana di b2commerce.it,

che a fine intervento verrà ribattezzato “L’uomo che sussurrava agli Jedi”. Ci ha parlato di E-commerce e Mobile, mostrando davvero tanti numeri ma con la capacità di renderli fruibili e sensati, non una sbrodolata di percentuali come altre volte mi è capitato di dover ascoltare…Bravo Alessio!

I primi dati che ci snocciola se avessero dei sottotitoli direbbero “Cari miei se non avete un buon reparto mobile, è meglio che ve ne dotiate presto, altrimenti farete la fine della morte nera”

Il 57% degli utenti ad esempio sconsiglia un sito che ha un mobile scadente…ed a me è venuto in mente proprio quello che mi è successo pochi giorni prima quando mi è stato mandato il link del mio ottico per posta elettronica, io ho visto quel link mentre ero in giro, ho aperto il link dal mio smartphone e… sono inorridito… 🙂

Le aziende si devono dotare di strategie mirate esclusivamente al mobile che vive di fenomeni a se stanti e diversi dal canale tradizionale che può essere inteso come il PC…

Eh si perchè pare che oramai tutti fanno uso di mobile mentre si preparano a fare un acquisto su internet ed anzi…spesso tramite mobile si ottengono vendite “non previste dal compratore” che vivono di panza…ovvero vivono del noto effetto di scarsità delle risorse che a quanto pare sul mobile viene percepito con maggiore forza.

Google che come sappiamo cerca sempre di farci avere i risultati migliori ha ben pensato che chi fa ricerce con uno smartphone/tablet è interessato a cose che sono “leggermente diverse” da chi cerca da un pc…ecco allora che fornire serp diversificate ha molto molto senso…

Non solo ottimizza lo spazio che ha a disposizione per darci dei dati (quindi eliminando immagini se queste sono “di troppo” o massimizzando la dimensione di una mappa se questa è ritenuta esser “la miglior risposta”) ma cerca di interpretare anche quelle che possono essere le nostre necessità…

Ecco allora che se cerco una pizzeria, forse è il caso di mostrarmi tra i risultati un locale dove andare a cena, oppure una pizza che faccia consegna a domicilio, mentre se cerco da mobile forse è il caso di “farmi notare” che ce n’è una proprio qui vicino a pochi metri…e che magari è aperta proprio adesso…e magari mostrandomi un numero di telefono che il mio apparecchio sia in grado di gestire…

Come fare quindi per esserci nel mobile?

Ci sono 2 strade:
La Forza e il lato osc…

App o versioni mobile.

  •  La app ha di bello che è chiaramente pensata e strutturata ad hoc con tutto quel che ne deriva…

d’altro canto è costosa, spesso viene sviluppata solo per un solo device e, a meno di “marketplace” non viene considerata da Google.

  • La versione mobile ha al suo interno varie strade percorribili: Dynamic serving, sito responsivo o sito parallelo. Nei primi due casi si possono avere le stesse URL mentre nel secondo caso no.

La soluzione che mi è piaciuta di più è sicuramente quella della responsivitivitività.

In generale ciò che conta qualsiasi strada si decida di prendere è comunque TESTARE L’USABILITA’ di quel che si propone agli utenti…come dice Alessio tutto deve essere a “semplice stupido e a misura di pollice”.

Nello studio bisogna porre molta enfasi al layout, al checkout (ricordiamoci che stiam parlando di commercio elettronico) alle form (dando per esempio le tastiere più adatte ai contesti [che figata])

e alla strutturazione delle mail.

seguono…

  • foto di star wars divertente, foto di star wars divertente, foto di star wars divertente.

In generale, se proprio non ce la si fa a star dietro a tutto…almeno diamo come versione mobile la homepage e la pagina contatti…

Che il mobile commerce sia con voi…

Applausi! E tanti sorrisi per chi conclude scusandosi per le tante foto di Star Wars ma…

Il 4 Maggio è la giornata mondiale di guerre stellari…

spero esista l’hashtag #noghecredo … =)

 

E’ il turno di Alessio Madeyski

comunque @madeale per i Twittaliani

…L’intervento di Alessio mi ha lasciato basito.

Forse perchè sono stato ben abituato da Giorgio Taverniti chenondicemaiparolacce…

Comunque devo dire che il buon @madeale (più comodo chiamarlo così, scusatemi) ha fatto un intervento andando dritto al punto, in modo molto molto diretto.

Lo riassumo così:

“Hai un sito? Bene! Fraccagli dentro un sacco di contenuti , di storie, di possibili interazioni, perchè io (cliente) non ne posso più di esser trattato male da portali sterili che non sono in grado di rendere la mia esperienza di navigazione più divertente del mettersi a leggere la lista degli ingredienti di un qualsiasi prodotto al supermercato”.

E mi potrei davvero fermare qui… perchè l’intervento è stato molto conciso.

Ma ripercorriamo con un pochina più di attenzione i punti da tenere sott’occhio:

I prodotti vanno messi il più possibile in correlazione con altri prodotti o categorie tramite link interni.

Bisogna creare storie e renderle trovabili e fruibili

Bisogna creare interazioni con i clienti che sono “tutto per noi” quindi “coccoliamoli” come dice sempre @RobTorresani. Possiamo crearne con i social, con i commenti, e a tal fine ottimo il “content-study”.

Bisogna creare connessioni, perchè il passaparola, di qualunque tipo esso sia, resta formidabile.

Usate Facebook? Bravi, analizzate le richieste implicite che vi fanno i vostri clienti nei loro interventi e valorizzateli!
Fine. Breve ma intenso,

Applausi!

p.s. Se avete un e-commerce che vende prodotti alimentari siete caldamente invitati a controllare che non esca nella description del vostro sito : “Cibo per animali”… WTF?! 🙂

 

E’ il turno di Giorgio Taverniti che nel suo intervento parla delle schede prodotto di un e-commerce.

Come al solito Giorgio se la cava stra bene, fa un elenco puntato di argomenti da trattare, li trita e li mette a soffriggere a fuoco lento, condisce il tutto con simpatia e chiarezza, una spolverata di nduja qua e la e l’intervento è bello che mangiato…Estiquatzi!

Vediamo se riesco a rimettere in fila qualche concetto.

Il primo punto trattato è un tema che a mio avviso sta molto a cuore a Giorgio… =)

I video devono essere visti come un modo per emergere nelle SERP in modo da proteggersi dal sempre più pervasivo Google Shopping.Una chicca che ci ha mostrato è la possibilità di emergere in SERP per più keywords, ovviamente sfruttando il posizionamento organico…non si parla di ppc. Oltre al posizionamento i video sono un metodo molto comodo per sostituire (o affiancare) la descrizione prodotti, dando informazioni che vengono meglio digerite dai clienti.

La digestione è molto importante!
E un altro ottimo digestivo sono le immagini. Queste ci aiutano a convincere un possibile cliente nell’intento di convincerlo che finalmente è arrivato nel posto giusto, che qui potrà finalmente rilassarsi e accomodarsi alla cassa.

Per ottenere questo devo esser stato in grado di mostrare bene il mio prodotto, dovrò porre molta attenzione prima a chiedermi cosa vogliono vedere del mio prodotto? Come posso comunicare il mio prodotto? (Fantastico l’esempio tratto da Zappos :

immagine borsa Zappos
la sua borsetta è larga 2 cm , alta 1 e costa 500,00€

 

Un altro tema caldo è quello dei Rich Snippets in @posit_it mi odiano per come lo pronuncio…

ma è senza dubbio un must-have. La miglior scorciatoia comunicativa in SERP per chi mostra contenuti testuali.

Giorgio continua passando dalle massime di Steve Krug e Seth Godin

(apprezzatissimo che nello screenshot di Amazon ci sia tra i prodotti proposti Starcraft II :D)all’uso dei pulsanti sociali…tutto ben mantecato in salsa “usabilità”.

Ricordiamo di porci queste domande

  • Cos’è ,
  • Cosa c’è qui,
  • Cosa posso fare,
  • Perchè non dovrei essere altrove?

Quindi quel che mi porto a casa è : Prima faccio in modo che una volta arrivati da me si sentano a casa, e poi li stimolo a parlare, a condividere le loro idee, ansie, paure, così da poter ascoltare cosa pensano e reagire, assistere, ancora una volta…coccolare.

E se invece che parlare con noi, volessero parlare con i propri amici dei nostri prodotti il motivo per cui lo faranno è semplice: o vogliono un parere, o vogliono fare gli sboroni 🙂

…A questo punto della giornata mi sono messo a ridere da solo…come spesso capita ai pazzi. Il fatto è che le mie sinapsi hanno collegato la slide di Giorgio all’intervento di Cappellotto in cui parlava della sua cliente che chiedeva aiuto per l’e-commerce hard, mi ha fatto un sacco ridere quindi il consiglio di Giorgio che suggeriva di mettere un box contenente la frase : “Vuoi chiedere un parere sul prodotto ai tuoi amici: Scrivi e chiedilo nel tuo profilo” … ehm scusatemi 🙂

Molto bello infine lo spunto su come rendere più intrigante la community che ruota attorno ai nostri prodotti. Con l’intento di farli identificare nella community, spingerli a contribuire dando loro valore!

 

Applausi per Giorgio!!!

Tocca a Marco Quadrella.

Ho avuto modo di ascoltare per la prima volta Marco Quadrella all’advanced SEO Tools di Bologna e lo reputo la persona più inadatta da ascoltare per tutte le persone che non hanno fiducia in se stesse e nella loro capacità SEO. Ricordo che sul treno nella via del ritorno a casa da Bologna il mio pensiero è stato…chissà se sono troppo vecchio per andare a zappare in un campo…

Scherzi a parte ammiro Marco, ha la capacità di spiegare in modo semplice e lineare scendendo in profondità e snocciolando problemi su problemi…bravissimo, la persona seduta accanto a me lo ha definito “una macchina”.
Ancora una volta non ha tradito le aspettative.

Nel suo intervento ci ha aiutato a rispondere porci meglio la domanda “Come fa lui ad essere lì?”

oh mio caro lettore, mi è davvero difficile riportare la sua spiegazione qui, primo perchè di suo è sintetico e va dritto al punto, secondo perchè non ne sono minimamente all’altezza.

Quello che riesco a ricordare rileggendo gli appunti è :
Controllare sempre se le mie schede vengono restituite (inurl: URL)

Per avere maggior accuratezza oltre a strumenti come gwt posso usare SPLUNK … “e sparare alle formiche col bazooka” :p

Posso cercare delle risposte alle mie azioni tramite “Visualizza come Google” nei WMT, (sezione Salute (e Benessere).

Un altra cosa che si può fare è cercare se google indicizza più volte i nostri prodotti!Visto che solitamente ogni prodotto ha un codice Marco giustamente sfruttando una combinazione di: site: e inurl si fa rispondere per capire se stiamo facendo lavorare troppo il motore di ricerca (che si arrabbierebbe), se gli stiamo facendo confusione(e si ri-arrabbierebbe) se stiamo disperdendo link juice (che non è bello) e siccome è molto permaloso in generale peggiorerebbe l’opinione che ha di noi…
Come si fa?!?
Bisogna semplicemente collegare ad un URL un prodotto (e tutte le sue varianti)…facile no? (@carotapacioccia sta ascoltando “I Feel so NOOB” su Spotify…)

Un aspetto da tenere a mente è come abbiamo strutturato il sito e come facciamo variare questa struttura nel tempo. Se tutto questo non bastasse bisogna andare più deep-inside… analizzare le pagine e studiare le metriche e gli anchor text, guardare chi ci sta attorno o nelle prime posizioni (dove vorremmo essere noi).

La bella notizia è che se siamo bravi a creare contenuti, verremo sempre premiati!

A questo punto “come di consueto” Marco  se ne esce con un

FINITO!

 

Applausi applausi applausi!!!

 

 

E’ il momento di parlare di Marketplace con Sergio Ravera!

Subito la chicca più interessante (per me)… essere su più marketplace e aumentare il numero di prodotti venduti equivale ad avere più costi da sostenere se non si ha un metodo intelligente di gestire la propria catena di vendita, ma se questa è ben oleata, possiamo avere dei benefit sui fornitori in quanto avremo più potere d’acquisto e questo ci permetterà di chiedere sconti maggiori…non male! Ma qui siamo già alla frutta…

Ripartiamo!

 

E’ il momento di Sergio Ravera di Artera, lo Spiderman dell’hosting.

Con un intervento intitolato “Internazionalizza ed Espandi il tuo Business Online tramite i Marketplace”

I tre M. che ha presentato sono Amazon, PixPlace (Che?!? Pixmania!…aaaahn!) ed infine Ebay.

Perchè vale la pena approdare su un Marketplace?
Sicuramente aumenta la nostra popolarità, e ci permette di andare a toccare mercati probabilmente a noi inarrivabili. Specialmente nel caso di mercati esteri abbiamo il vantaggio (tranne per Ebay) di non doverci occupare di scrivere schede prodotto in lingua dato che queste vengono personalizzati da Amazon stessa e non è possibile differenziarsi tramite esse.

Cosa ho capito io…

Che i marketplace vanno presi con molta attenzione, bisogna esser certi di avere una linea di vendita ottimizzata perchè nel momento in cui si inizia a vendere li si inizia a giocare in una competizione dove è fondamentale venir ben giudicati, altrimenti non si appare nelle posizioni utili per essere cliccati, ed addio fatturato. E’ quindi fondamentale che ogni transazione vada a buon fine evitando il più possibile di inviare tavoli da ufficio quando vengono acquistati evidenziatori… Occhio quindi agli EAN ERRATI!!! Se sono abituato a vendere 10 pezzi al mese e voglio competere in un mercato in cui riesco a venderne 1000 al mese devo essere pronto! Altrimenti meglio lasciar perdere.

Sia in Amazon che in Pixmania tutti i pagamenti passano da loro che POI (non è scritto maiuscolo a caso) pagano noi, quindi attenzione anche al problema di dover pagare fornitori prima di avere il pagamento del venduto!

Amazon ed Ebay ci permettono di vendere di tutto (Ebay è l’unico che ci permette di personalizzare anche le schede prodotto, quindi nel mio piccolo, la mia mente bastarda mi ha subito fatto pensare ad usare Ebay per girare la gente sul mio portale e-commerce…mah), PixMania ci permette di vendere solo ciò che GIA’ ha a catalogo.

p.s. Ebay per altro ci richiede Paypal, quindi doppie commissioni, Olè!

Arrivati alla fine di questa splendida giornata ecco l’ultimo intervento

Andrea Boscaro di The Vortex.

Andrea secondo me ha fatto teatro in passato, come ha saputo tenere il palco lui…pochi…

L’unica domanda che mi è rimasta alla fine del suo intervento è … che ne sarebbe stato di lui se avesse avuto un poster di Cicciolina, ma vabbeh deliri miei.

L’intervento di Andrea punta tutto sulla comunicazione invitandoci ad entrare in comunicazione con il cliente!

Da anni tutti dicono ormai i social sono dentro a tutto…si è vero…ma quanto bene? In generale direi malissimo, ma perchè? Beh la sua risposta è semplice…nel momento in cui decidi di “esserci” crei delle aspettative, aspettative che sono intrinseche a chi sei e a come sei percepito…Quindi piuttosto che avere solo un ombra oscura sulla rete…meglio non creare false aspettative.

Se però vogliamo esserci bisogna lavorare su alcuni punti: Collaborazione, Relazione, Ascolto.

Facebook equivale a comunicare ad una festa, sarà che io ero sempre negli angoli a pomiciare che non so come si faccia…mah… l’importante è capire che comunicare e fare pubblicità sono due cose che non van confuse…la interpreto un po’ come quando si incontra qualcuno che si stima, che non si vede da tempo, si ha davvero voglia di chiacchierarci, ma poi questo passa tutto il tempo che ci passiamo insieme a parlare di quanto è bello quello che fa, che ha iniziato anche a fare questo e quello e che recentemente è diventato quell’altro ecc ecc… si insomma eravamo li per incontrarci mentre alla fine ci siamo ritrovati solo ad ascoltare… che va benissomo eh…però lascia sempre quel senso di frustrazione perchè ci si aspettava dell’altro.

Quindi molto importante è evitare di usare i social per dire sai che vendo questo e quell’altro? Ma secondo me anche molto importante evitare di usare un social per dire “sai che ho anche quell’altro social?”(Andrea Grazie! Adoro Guzzanti)

 

Certo è che sul social posso avere una cosa molto molto importante, la condivisione! Che non è il concetto standard cui siamo abituati nella nostra società…ma è il concetto internettiano di condivisione…non è condividere un taxi con qualcuno quindi… ma è piuttosto condividere un file…nel senso che noi Mettiamo a disposizione qualcosa, e gli altri poi lo fanno girare…è sottile sto concetto, ci avete mai pensato?
Bellissimo poi il metodo persuasivo che ha usato Andrea per far passare il concetto che ci sono un bel po’ di smartphone in giro :

all'Elezione del Papa nel 2013 c'è pieno di smartphone nel 2005 uno!
Abemus Papam 2005 vs 2013. p.s. no non è un concerto di Vasco

E se ci sono così tanti social…beh tanto vale imparare a convivere anche con i Social Plugin che rendo spesso meglio fruibili le esperienze che ci vengono proposte…

Andrea è stato davvero ricco di esempi, di immagini evocative ed è riuscito anche a farci divertire!

Avere l’onere di parlare in un evento così ricco di aspettative quando “tutto è stato già detto” e i cervelli di chi ascolta assomigliano più a gelatina o al contenuto di una confezione di Manzotin è cosa tosta, ma lui è riuscito nell’intento e ci è riuscito benissimo.

Bravo! Bravo Davvero!

Cosa mi porto via dal suo intervento? Ha rafforzato l’idea che se vogliamo vendere e anche se non siamo propriamente un centro d’ascolto tutto in rete si basa sulle relazioni. Che se vogliamo essere trovati e se non vogliamo che si dimentichino di noi dobbiamo essere in grado di dare una buona assistenza a chi ci fa domande…e per far questo serve imparare a fare una cosa : ASCOLTARE!

 

In tutto questo parlare di Comunicazione direi simpaticissima l’idea del ristorante al merlo di VR… sentite lo spot:

 

Venerdì 10/05 al ristorante “al Merlo” presento il vino di Rocco Siffredi “Rocco, non solo Magnum”. 18 Euro per: antipasto di pollo fritto (solo PETTO e COSCIA) accompagnato dal vino della cantina ciù ciù PASSERINA. Come portata principale avremo FILETTO con PATATE al forno BOLLENTI accompagnate da ROCCO NON SOLO MAGNUM. Dolce: per i signori TIRAMISU’, per le signore CANNOLI. Per info andate sul suo sito: http://www.ristorantealmerlo.it

 

Dato che Giorgio Taverniti cita Seneca, io vi dedico una frase che mi piace un sacco e che trovo molto in linea con quanto detto da questi VIP della comunicazione =)

“Gli dei hanno dato agli uomini due orechie e una bocca, per poter ascoltare il doppio e parlare la metà” (Talete)

 

Grazie a tutti i relatori, e grazie agli organizzatori che spesso lavorano nell’ombra e non ricevono mai applausi, grazie graziella…e alla prossima!