Il Design

Design

 

Design…fuori dall’informatica io non sapevo proprio cosa fosse…
Sarà stato che a metà Aprile c’è stato il Salone del mobile di Milano… fatto sta che è un po’ di tempo che continuo a sentir parlare di Mobili di Design, Lampade di Design … Schiaccianoci di Design!
Come se non bastasse dopo che mi inizia sta fissa di capire bene cosa sia…aprono un negozio di Design nella mia città (Trento), il Details Design Store di Roberta Pedrotti.

Se ci pensi la parola Design è ormai entrata a far parte del lessico quotidiano di tutti, talvolta perdendo il suo significato originario per trasformarsi in una definizione che raggruppa gli aggettivi carino, moderno, tecnologico. Cerchiamo allora di capire cos’è veramente il design.

Il Design è la perfetta unione tra funzionalità ed estetica;

è consapevolezza; è una pratica necessaria per dare vita a qualcosa di buono, indipendentemente dal settore di applicazione.
Il Design è pensiero, è antropologia culturale, perché deve capire i bisogni del mondo, delle culture e deve saper rispondere con coscienza etica, sapienza tecnica, armonia estetica.

Il fine del Design è quello di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e usabilità di un prodotto.

Il buon Design deve essere in grado di sviluppare e concretizzare soluzioni per problemi di forma, usabilità, ergonomia fisica; esso entra nel rapporto tra il prodotto e il suo utilizzatore.
Il Design di un oggetto, quindi, racchiude in sé un elevato insieme di studi come l’ergonomia, l’usabilità, la pre-produzione, l’impatto ambientale, la dismissione, i costi, la scelta dei materiali e delle loro proprietà, dei rivestimenti, le proprietà meccaniche e strutturali.
Il Designer è il professionista che conosce i processi necessari per raggiungere questo obiettivo. Nel Design, come in altri mondi, ci sono molteplici sfumature, ma l’essenza è questa: fare qualcosa di buono da mettere a disposizione del mercato. Il vero designer, quindi, è colui che fa un servizio al consumatore, offrendogli degli oggetti perfettamente funzionali senza imporre un costo eccessivamente elevato; una lampada deve fare una buona luce, non deve necessariamente essere molto costosa.

Bruno Munari, uno dei maggiori protagonisti del design e della grafica del Novecento, ritiene che la prima cosa da fare è definire quanto più precisamente il problema, dettagliarlo, circoscriverlo.
Il problema di base contiene infatti già in sé tutti gli elementi per la sua soluzione. Non circoscrivere adeguatamente il problema rischia di ridurre il progetto ad un girare all’infinito a vuoto. Bisogna invece avere ben presenti gli scopi del lavoro, l’utente a cui esso è indirizzato e il mezzo attraverso cui si esprimerà. Successivamente si deve semplificare; che significa cercare di risolvere il problema eliminando tutto ciò che non serve alla realizzazione delle funzioni.
E’ un lavoro difficile ed esige molta creatività. Complicare, invece, è molto più facile, basta aggiungere tutto quello che viene in mente senza preoccuparsi delle conseguenze.

Il Design Nordico

Il design nordico è generalmente un esempio di buon Design, poiché riassume tutte le caratteristiche citate fino ad ora. Le linee essenziali, l’attenzione ai materiali e al dialogo reciproco tra loro, l’unione di semplicità e praticità, l’elemento ironico, la ricerca costante per offrire sempre e comunque soluzioni che tengano conto del presente e del futuro. Quando si parla di design nordico, tuttavia, non si deve intendere solo quello scandinavo, ma vanno inclusi anche Paesi Bassi, Belgio, Germania e anche Regno Unito. Un marchio danese che ha fatto dell’unione di funzionalità ed estetica la propria bandiera è Normann Copenhagen, che dal 1999 crea oggetti che, pur essendo gradevoli alla vista e accattivanti per le scelte cromatiche, sono particolarmente attenti alle dinamiche del quotidiano.
Credo abbia preso un pochino da questo stile di pensiero il negozio di Trento Details nello scegliere solo prodotti che siano creati con cura e che siano durevoli. Si possono trovare complementi d’arredo, illuminazione e accessori selezionati accuratamente; alcuni sono fatti a mano, altri realizzati con materiali riciclati, alcuni sono facilmente riciclabili. Tutti sono comunque realizzati con una particolare attenzione per l’ambiente.

Perché, come spiega più approfonditamente di me [gplusnamelink id=”111596145075701296385″ name=”+Roberta Pedrotti”] nel blog del suo negozio di Design oggi il buon design non può più prescindere dalle tematiche della sostenibilità, sia ambientale, sia sociale.

Secondo lo UK Design Council, (il cui motto è “We champion great design that improves lives”).

Il design è sostenibile quando soddisfa le necessità dell’uomo attuali e future, senza danneggiare l’ambiente. Questo talvolta significa riprogettare prodotti, processi, servizi o sistemi per risolvere gli squilibri tra le esigenze della società, dell’ambiente e dell’economia e per tamponare i danni già fatti.

che dire… ho scoperto un mondo 🙂
E te che ne pensi del mondo del Design?

Sulla Settimana della Formazione

Sull’utilità della “settimana della formazione” #7formazione

imparare a fare SEO con la settimana della formazione
Nel panorama italiano stanno comparendo sempre più proposte formative.
E’ un dato di fatto…vedo parlare di formazione SEO un pochino ovunque.
Nella nostra Italia, ricchissima di partite IVA, c’è un mondo di liberi professionisti che necessitano di formarsi e di aggiornarsi.

La formazione è da sempre molto redditizia, anche nel mio passato svariati corsi ECDL mi hanno dato le basi economiche per permettermi di studiare SEO con professionisti seri. E per come sono fatto, prima di iniziare a lavorare ho voluto avere le spalle coperte e ho chiesto la loro consulenza per i miei primi lavori (se stai iniziando…e non vuoi fregare i tuoi clienti pensa a questa possibilità).

Il mondo informatico da sempre è stato molto veloce, sono nate negli anni e sempre sarà così… nuove idee per semplificarci la vita, o come diceva Oscar Wilde in riferimento al matrimonio… a risolvere problemi che se non ci fossimo sposati non avremmo mai avuto.

Questo da spazio alla specializzazione e alla possibilità di padroneggiare le novità…da la possibilità di diventare ESPERTI!
In Italia ci sono esperti veri ed esperti finti.

Gli esperti veri sono secondo me quelli che si sono specializzati in un tema (o un comunque un numero limitato di temi) e lo padroneggiano con consapevolezza, che conoscono anche cosa c’è attorno a loro e quali abbinamenti della loro nicchia funzionano meglio con ciò che li circonda.
Gli altri sono quelli che si dichiarano esperti…

Resta comunque il fatto che in ognuno di noi c’è il desiderio di padroneggiare gli strumenti con cui ci interfacciamo di giorno in giorno. Ci da sicurezza, ci rende efficaci.

E quindi la formazione ci risulta utile per conoscere nuovi mondi o per approfondire il nostro stesso mondo…che spesso è così vasto che non basta una vita a per vederlo tutto.

Io mi occupo di SEO, mi affascina e mi appassiona.
Mi verrebbe da dire…cosa c’è di più vasto della SEO? Ma forse chiunque potrebbe dire lo stesso di ciò di cui si occupa no?! 😉

Nel panorama italiano ho trovato tantissime persone interessate alla SEO, ho trovato molte community, e per quel poco che conto…una sola di queste mi viene da considerarla la vera CASA che ospita chi vive di SEO.

E’ La community che ruota attorno al Forum GT.
Una casa dove ogni uno di noi può decidere di stare il tempo che vuole e impreziosirla con il proprio contributo, alla fine i forum vivono di questo no? 😉

In questa community ho avuto modo di conoscere persone che reputo ESPERTE (quelli di cui parlavo prima), la capacità di chi ha fondato le basi di questa casa è, credo, anche quella di saper tenere vicine le persone che in Italia si sono sapute distinguere, ciascuna nella propria nicchia di competenza.

E sono probabilmente le persone più capaci che nei giorni della settimana della formazione condividono il loro sapere…una bella possibilità non trovi?

Ieri ho avuto modo di partecipare all’intervento di [gplusnamelink id=”105760799748588237847″ name=”+Mariachiara Marsella”]Mariachiara Marsella, parlava di un tema basilare quale lo studio delle SERP (Search Engine Result Pages).
Un tema che avrei anche potuto dare per scontato…forse…
invece (per fortuna) mi sono messo in ascolto, e alla fine di quell’oretta mi sono sentito arricchito (ed ho deciso di scrivere queste quattro righe).

Come mi è capitato di sperimentare nella pratica delle arti marziali, un differente grado di preparazione permette di “vedere” dettagli più profondi.

Così è quando si ascolta qualcuno che ne sa più di noi…
Se partiamo da zero forse ci sentiremo come dopo un’abbuffata e “non ci sta più nulla”…in questo caso avere accesso alle registrazioni è molto utile perchè è facile perdersi dei passaggi mentre si ragiona sul passaggio precedente, o perchè essendo appunto alle prime armi, riascoltare uno o due giorni dopo la “lezione” ci permette di sedimentare quanto appreso…

se qualcosa già sappiamo scopriremo molte cose nuove…non solo tecniche ma anche, probabilmente, metodologie nuove.
Se siete già competenti … beh lo sapete già da voi 😉

Se anche non conosci i nomi dei relatori non ti preoccupare, chi le ha scelte, per te, sa il fatto suo 😉
E fino ad ora mi è sempre capitato di vedere che le persone a cui viene affidato uno spazio in questa rassegna danno sempre il massimo!

La settimana della formazione ha un taglio didattico, tratta di temi anche molto diversi, afferenti a campi diversi…per questo per me è molto interessante mettere gli auricolari ed ascoltare…
Non si finisce mai da imparare…
specialmente se si SEO di non sapere 😉

 

 

p.s. per accedere agli incontri ti potrà aiutare sapere che puoi accedere dalla pagina del GT Master Club …leggi la parte in alto 😉

ADworld Experience : Qualche domanda a Gianpaolo Lorusso e Francesco Tinti

Il 30 Aprile a Bologna si terrà Adworld Experience.

Adworld Experience banner

Adworld Experience si presenta come un evento molto particolare e nel contesto italiano è considerato tra i più importanti relativo ad Adwords.
ho pensato di scrivere questo breve articolo per aiutare le persone che, all’inizio del proprio percorso di utilizzo professionale di Adwords, come successe a me qualche tempo fa, si sono poste la domanda: “Vado o non vado ad Adworld Experience?”.
Questo articolo è rivolto quindi a chi sta iniziando ad usare Adwords a livello professionale, se lo usi da poco e ti è capitato di pensare che forse non è il caso di investire in un evento simile per paura di non essere all’altezza degli interventi che si terranno, sappi che non sei il solo…

Ho intervistato Gianpaolo Lorusso e Francesco Tinti proprio per te! =)

…e spero con queste domande di esser riuscito a fare un pochino di chiarezza e poterti aiutare …

 

Iniziamo!

Ciao Gianpaolo e Francesco,

1) Adworld Experience è arrivata alla 3° edizione, potete riassumere qualche dato riguardo i partecipanti delle edizioni passate? (qualche numero)

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Nelle precedenti edizioni abbiamo avuto circa 300 partecipanti. Nella prima edizione (2012) non c’era la possibilità di collegarsi via webinar, invece dallo scorso anno si può assistere all’evento sia in diretta che via web (e quest’anno ci sarà anche la versione tradotta in inglese in tempo reale).

2) Dovendo dividere i partecipanti tra esperti, utenti medi, noob, sapreste fare una percentuale di presenze?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Sicuramente la gran parte degli iscritti sono aziende o professionisti che hanno già provato la piattaforma e vogliono migliorare i risultati che ottengono. Sconsiglio decisamente di partecipare a chi non ha mai aperto nemmeno una campagna di prova o non ha fatto almeno un corso di base, cioè, non si è ancora “sporcato le mani” con la piattaforma. Tra l’altro c’è un video corso di introduzione all’ottimizzazione di un account AdWords di 1 ora in vendita tra i nostri video (markettone! 😉 )

3) Siete considerati maestri jedi nell’uso di Adwords…che consiglio dareste ad un padawan che sta muovendo i suoi primi passi nell’uso Adwords? E perchè Adworlds Experience potrebbe essergli utile?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Maestro Jedi lo vai a dire a qualcun altro! 😉

Sicuramente la cosa più difficile per chi approccia questo settore è capire quali sono le best practice che funzionano meglio. Nel web marketing ci sono sedicenti-guru, più o meno competenti, e si trova chi dice tutto e il contrario di tutto. Occorre capire quindi cosa funziona veramente e di chi ti puoi realmente fidare. E’ questo il reale motivo che ha spinto me e Francesco a creare ADworld Experience. Altrimenti nessuno sarebbe mai venuto a dirti cosa ha funzionato e sarebbe stato impossibile confrontarsi su dati reali e inequivocabili.

4) Nella mia esperienza ho trovato spesso utili i momenti di “pausa” dove si ha l’occasione di incontrare di persona quei “nomi” che spesso si segue a distanza su twitter g+ e fb… in questi momenti anche solo ascoltando le “chiacchiere da corridoio” mi è capitato di ascoltare spunti interessanti di riflessione, come è strutturato ADXP? Ci saranno questi momenti?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Abbiamo previsto 2 pause da 30 minuti ciascuna e il pranzo nella stessa struttura dell’evento (che è il costo più grande che sosteniamo) proprio per favorire l’interazione spontanea tra i partecipanti (e i relatori). Su questo punto, quindi, sfondi una porta che non c’è 😉

5) Sono un utente Adwords alle prime armi, e l’interfaccia non mi è molto familiare, ho paura che di tutto quel che sentirò all’evento mi rimarrà davvero poco in mente…

[gplusnamelink id=”103181155482044262004″ name=”+Francesco”] : se sei un utente alle prime armi ti servono prima
1) esserti sporcato un po’ di più le mani con AdWords.
2) (forse) un corso di base che ti spieghi come funzionano l’interfaccia e la piattaforma.
3) quando i budget investiti in AdWords iniziano a crescere è il caso di valutare ADworld Experience.

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Questo evento non è pensato per far capire come funziona l’interfaccia di AdWords, ma per illustrare quali strategie funzionano meglio e come sfruttare al massimo le enormi potenzialità della piattaforma. Ti garantisco che durante la giornata troverai molti spunti fondamentali per ottimizzare le tue campagne e te li ricorderai bene!

6) Per un utente che muove i primi passi che valore aggiunto ha l’ascolto di un esperto internazionale…può davvero dirmi qualcosa che non troverò sul forum di turno?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : E’ vero. Molti esperti internazionali non danno reale valore aggiunto, ma servono solo “per immagine”. Io e Francesco siamo sempre stati molto disincantati su questo. Se un professionista non è in grado di “dare realmente qualcosa” non lo consideriamo neanche, anche se è famoso. A meno che non ci paghi profumatamente, ovvio! (scherzo!!! 😉

7) L’azienda per cui lavoro mi ha chiesto di seguirne le campagne Adwords, lavoriamo in un settore “molto particolare”, ha utilità per me ascoltare casi di studio specifici così eterogenei?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Confrontarsi con strategie molto diverse da quelle dominanti nel proprio settore aiuta a trarre degli spunti spesso determinanti per arrivare a soluzioni di ottimizzazione creative ed estremamente efficaci (proprio perché nessuno del tuo settore le sta ancora provando).

8) Vi ringrazio per la disponibilità nell’aver risposto a queste semplici domande, c’è ancora qualcosa che vorreste dire? Qualche punto che non ho toccato e ritenete importante farci sapere?

[gplusnamelink id=”116090878242490264796″ name=”+Gianpaolo”] : Se non pensassimo che questo evento vale molto di più di quello che costa, semplicemente smetteremmo di farlo. Non ci arricchiamo organizzandolo, ma la marea di spunti e scambi di idee che portiamo a casa ogni anno  compensa tutta la fatica e i problemi che ogni anno affrontiamo (più io, che Francesco! 😉 per organizzarlo.

Prima di chiudere l’intervista Gianpaolo e Francesco ci hanno confessato un retroscena inedito.
Dice [gplusnamelink id=”103181155482044262004″ name=”+Francesco”]

Sembra che ci sia una sorta di “maledizione” che puntualmente a Gianpaolo e a me
fa saltare, inspiegabilmente, le nostre scadenze riguardo al progetto.

L’anno scorso è successo per il video training Big Spender.
Dopo averlo registrato non c’era verso di farlo arrivare sano e salvo a Gianpaolo.
Una volta non funzionava l’ADSL, una volta la codifica non era giusta.

Persino una chiavetta USB, consegnata di persona a Gianpaolo al Web Reevolution 2013,
con ben due copie in due formati diversi si è rifiutata di funzionare!

Più recentemente invece ci eravamo promessi di fare una certa cosa
e io sono finito in ospedale mentre a Gianpaolo… (se vuole te lo dice lui!)

 

Grazie Francesco e Grazie Gianpaolo!

Se volete rimanere aggiornati sull’evento vi rimando

[Sito] www.adworldexperience.it

[Twitter] @adwexp

[linkedin] gruppo

[fax] … no dai scherzo 🙂

Gesù ti Ama, ama il tuo dominiofarlocco !

Ciao,

mi è venuta l’idea di scrivere queste quattro righe quando ho visto che anche il caro Danilo Pontone ( che forse conoscerai per Hotel 2.0 ) è affetto da una sindrome che mi perseguita: il dominiofarlocco.

Cosa è il dominiofarlocco? E’ quel dominio che un giorno qualunque hai deciso di registrare, per puro scrupolo hai controllato se fosse libero…

…per puro scrupolo…

e quando l’icona di caricamento del tuo browser ha iniziato a dirti… aspetta… tu hai iniziato a sudare freddo.

Inizio ovviamente con il mio caso di dominiofarlocco (che vi permetterà di comprendere questo accenno di blasfemia…) :

www.gabrielebenedetti.it

…a voi la sorpresa…

poi mi permetto di segnalare il sito di, appunto, [gplusnamelink id=”110389610819037720541″ name=”+Danilo Pontone”] :

www.danilopontone.com

 

Ed ecco il primo update!
Mi suggerisce il buon [gplusnamelink id=”111587706145064407148″ name=”+Giovanni Sacheli”] (Evemilano) che anche lui ha avuto una bella sorpresa con il dominio .it…ecco a voi
www.evemilano.it … non proprio consulenza SEO
…come se non bastasse ogni giorno il telefono squilla a causa di richieste di lavoro da commesse speranzose…
Forza Giovanni, un giorno quel dominio sarà tuo !

 

Penso si potrebbe fare un piccolo contest…e regalare un peluche di Vito al vincitore del contest… ( 😀 )

E te? vuoi segnalarmi un dominiofarlocco?
dai dai che lo aggiungiamo 🙂

scrivimi una mail a :

scrivi@gabrielebenedetti.com

o mandami un tweet a @carotapacioccia

🙂
p.s. i link saranno nofollow
p.s.2. Thanks to [gplusnamelink id=”100590168545682163476″ name=”+Alessio Moretto”] per il plugin che fa sta gigiata coi badge google+
p.s.3. Thanks to [gplusnamelink id=”118189881018247483156″ name=”+Maurizio Ceravolo”] Che ha ispirato Alessio … che al mercato comprò 😀

Lettera di Condanna al Sionismo di Albert Einstein e altri intellettuali ebrei.

Lettera di Condanna al Sionismo di Albert Einstein e altri intellettuali ebrei.

Di seguito la traduzione della lettera inviata al New York Times il 4 Dicembre 1948, da una comunità di intellettuali, inclusi Albert Einstein e Hanna Arendt. Un documento di condanna al sionismo e alle attività fasciste perpetrate ai danni della popolazione araba dal neo nato stato di Israele.

 

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista. E’ stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, una organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.

L’odierna visita di Menachem Begin, capo del partito, negli USA è stata fatta con il calcolo di dare l’impressione che l’America sostenga il partito nelle prossime elezioni israeliane, e per cementare i legami politici con elementi sionisti conservativi americani. Parecchi americani con una reputazione nazionale hanno inviato il loro saluto. E’ inconcepibile che coloro che si oppongono al fascismo nel mondo, a meno che non sia stati opportunamente informati sulle azioni effettuate e sui progetti del Sig. Begin, possano aver aggiunto il proprio nome per sostenere il movimento da lui rappresentato.

Prima che si arrechi un danno irreparabile attraverso contributi finanziari, manifestazioni pubbliche a favore di Begin, e alla creazione di una immagine di sostegno americano ad elementi fascisti in Israele, il pubblico americano deve essere informato delle azioni e degli obiettivi del Sig. Begin e del suo movimento.

Le confessioni pubbliche del sig. Begin non sono utili per capire il suo vero carattere. Oggi parla di libertà, democrazia e anti-imperialismo, mentre fino ad ora ha apertamente predicato la dottrina dello stato Fascista. E’ nelle sue azioni che il partito terrorista tradisce il suo reale carattere, dalle sue azioni passate noi possiamo giudicare ciò che farà nel futuro.

Attacco a un villaggio arabo

Un esempio scioccante è stato il loro comportamento nel villaggio Arabo di Deir Yassin. Questo villaggio, fuori dalle strade di comunicazione e circondato da terre appartenenti agli Ebrei, non aveva preso parte alla guerra, anzi aveva allontanato bande di arabi che lo volevano utilizzare come una loro base. Il 9 Aprile, bande di terroristi attaccarono questo pacifico villaggio, che non era un obiettivo militare, uccidendo la maggior parte dei suoi abitanti (240 tra uomini, donne e bambini) e trasportando alcuni di loro come trofei vivi in una parata per le strade di Gerusalemme. La maggior parte della comunità ebraica rimase terrificata dal gesto e l’Agenzia Ebraica mandò le proprie scuse al Re Abdullah della Trans-Giordania. Ma i terroristi, invece di vergognarsi del loro atto, si vantarono del massacro, lo pubblicizzarono e invitarono tutti i corrispondenti stranieri presenti nel paese a vedere i mucchi di cadaveri e la totale devastazione a Deir Yassin.

L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà.

All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale. Come altri partiti fascisti sono stati impiegati per interrompere gli scioperi e per la distruzione delle unioni sindacali libere. Al loro posto hanno proposto unioni corporative sul modello fascista italiano. Durante gli ultimi anni di sporadica violenza anti-britannica, i gruppi IZL e Stern inaugurarono un regno di terrore sulla Comunità Ebraica della Palestina. Gli insegnanti che parlavano male di loro venivano aggrediti, gli adulti che non permettavano ai figli di incontrarsi con loro venivano colpiti in vario modo. Con metodi da gangster, pestaggi, distruzione di vetrine, furti su larga scala, i terroristi hanno intimorito la popolazione e riscosso un pesante tributo. La gente del Partito della libertà non ha avuto nessun ruolo nelle conquiste costruttive ottenute in Palestina. Non hanno reclamato la terra, non hanno costruito insediamenti ma solo diminuito la attività di difesa degli Ebrei. I loro sforzi verso l’immigrazione erano tanto pubblicizzati quanto di poco peso e impegnati principalmente nel trasporto dei loro compatrioti fascisti.

Le discrepanze

La discrepanza tra le sfacciate affermazioni fatte ora da Begin e il suo partito, e il loro curruculum di azioni svolte nel passato in Palestina non portano il segno di alcun partito politico ordinario. Ciò è, semza ombra di errore, il marchio di un partito Fascista per il quale il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi e gli Inglesi) e le false dichiarazioni sono i mezzi e uno stato leader l’obbiettivo.

Alla luce delle soprascritte considerazioni, è imperativo che la verità su Begin e il suo movimento sia resa nota a questo paese. E’ maggiormente tragico che i più alti comandi del Sionismo Americano si siano rifiutati di condurre una campagna contro le attività di Begin, o addirittura di svelare ai suoi membri i pericoli che deriveranno a Israele sostenendo Begin. I sottoscritti infine usano questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti salienti che riguardano Begin e il suo partito, e per sollecitare tutti gli sforzi possibili per non sostenere quest’ultima manifestazione di fascismo.

(firmato)

ISIDORE ABRAMOWITZ, HANNAH ARENDT, ABRAHAM BRICK, RABBI JESSURUN CARDOZO, ALBERT EINSTEIN, HERMAN EISEN, M.D., HAYIM FINEMAN, M. GALLEN, M.D., H.H. HARRIS, ZELIG S. HARRIS, SIDNEY HOOK, FRED KARUSH, BRURIA KAUFMAN, IRMA L. LINDHEIM, NACHMAN MAISEL, SEYMOUR MELMAN, MYER D. MENDELSON, M.D., HARRY M. OSLINSKY, SAMUEL PITLICK, FRITZ ROHRLICH, LOUIS P. ROCKER, RUTH SAGIS, ITZHAK SANKOWSKY, I.J. SHOENBERG, SAMUEL SHUMAN, M. SINGER, IRMA WOLFE, STEFAN WOLFE

New York, Dec. 2, 1948

 

Source notes: Laura Nader gave a copy of the microfilmed NYT to Anne Lipow in April [2002]. (Nader has been using it in her class at UC). The copy was illegible in parts and the first column was cut off; Laura’s original was the same. Anne and UC Anthropology Librarian Suzanne Calpestri then tried to retrieve an electronic version of the letter. It appears nowhere in its entirety on the Internet, and is not in any NYT electronic archive accessible to UC Librarians (i.e., it doesn’t exist). Suzanne made another copy from a different microfilm; it solved the mystery of the missing first column but this copy was also “dirty” in other areas. Neither copy was scannable using OCR, so I typed it in by hand exactly the way it appeared in the original, and have proofed it carefully. However, the spelling of some of the signatories was unclear in the microfilmed originals, so there may be a few errors in this rendition. It would be nice if someone were to annotate the list of signatories, so that those less-familiar names could be placed in context. At any rate, this clearly belongs IN FULL TEXT on the web for distribution to as many people as possible. Please circulate this among anyone you think may be interested; I think it especially belongs in the hands of those friends and family members who are still reluctant to criticize the Israeli government.

Source info:
Jenny Lipow, Berkeley, CA
John Wheat Gibson

La Suite con I SEO Tools che userò nel 2014

Nel 2014 credo utilizzerò la suite SEO di Link Assistant

UPDATE:

saldi natalizi 2014!

Siccome sono un “SEO di non sapere” non mi metterò a fare lezioni sui tool …

Search Brain e EVE Milano per dire due nomi così…easy easy sono molto più quotati di me…

 

Epperò io ho avuto la possibilità di usare il NUOVO Seo Spy Glass, che era un po’ la pecca di tutta la suite, ovvero uno strumento per l’analisi dei backlink.

Certo i mostri sacri non si toccano… se però non avete il budget da investire in quei mostri sacri forse qui ci può stare un regalino di natale (autoinflitto…)

Con 200 € ho la possibilità di fare l’upgrade di TUTTA la SUITE dalla versione PRO alla versione ENTERPRISE (il che vuol dire fare i report per i clienti in modo molto efficace)

e per il 2014 sono aposto…

perdi più…o meglio per di più! A breve aggiorneranno il già meritorio Rank Tracker…quindi tutto grasso che cola (come dice Giuliano Ferrara quando suda… Cit.)

Ma vogliamo fermarci qui amici telespetattori e amiche telespettatriciui?
MA NO!!!

Perchè la figata assuda la trovate solo cliccando sul mio nick!! CAROTAPACIOCCIA SEI FANTASTICO

Chi non si fida è ciccioculone!

 

Lettera di Nelson Mandela al giornalista Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

Lettera di Nelson Mandela al giornalista Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

 

Mandela palestina
Mandela e la libertà del popolo palestinese

 

Ci ha lasciati Nelson Mandela, mi piace ricordarlo per la sua onestà intellettuale, di persona decisa a lottare fino in fondo per la libertà.

 

 

“Caro Thomas (Friedman),
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare?
Che ne dici del 1964?
Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora:

“Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri.
Ho vissuto con l’ideale di una societa’ libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunita’.
E’ un ideale che spero di realizzare.
Ma, se ce ne fosse bisogno, e’ un ideale per cui sono disposto a morire”.

Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l’apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e’ finito grazie all’azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.

Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, piu’ specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perche’ tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente piu’ importante dei quali e’ il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi.

Il conflitto israelo-palestinese non e’ una questione di occupazione militare e Israele non e’ un paese che si sia stabilito “normalmente” e che, nel 1967, ha occupato un altro paese. I palestinesi non lottano per uno “stato”, ma per la liberta’, l’indipendenza e l’uguaglianza, proprio come noi sudafricani.

Qualche anno fa, e specialmente durante il governo Laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l’esclusiva sovranita’ israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare.

Israele non pensava ad uno “stato”, ma alla “separazione”. Il valore della separazione e’ misurato in termini di abilita’, da parte di Israele, di mantenere ebreo lo stato ebreo, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure.

Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent’anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e’ preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e’ della natura di: “Odio gli arabi” e “Vorrei che gli arabi morissero”. Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano gia’ due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l’altro per quelle ebree. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprieta’ ed alla terra. La proprieta’ palestinese non e’ riconosciuta come proprieta’ privata perche’ puo’ essere confiscata. Per quanto riguarda l’occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e’ un fattore aggiuntivo. Le cosiddette “aree autonome palestinesi” sono bantustans. Sono entita’ ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano.

Lo stato palestinese non puo’ essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perche’ Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e’ la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi. Dal momento che Israele e’ uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi non hanno posto nello stato ebraico.

L’apartheid e’ un crimine contro l’umanita’. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprieta’ e della loro liberta’. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazione razziale e disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.

La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa’ israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente.

Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non saro’ piu’ indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterro’. Se vuoi l’apartheid formale, non ti sosterro’. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.

Quando deciderai cosa fare, chiamami.”

ART tratto da: http://www.dariofo.it/node/301

Adwords: come si calcola da oggi il punteggio di qualità nella rete di ricerca

Sono state fatte delle modifiche al sistema di Rank di Adwords

Il sistema utilizzato da Adwords per calcolare il rank di un annuncio su adwords ( quindi per determinare il suo punto di apparizione in una SERP) fino ad oggi (nella rete di ricerca) veniva calcolato utilizzando come parametri: Quality Score e puntata massima nel CPC.
Da oggi oltre questi fattori verrà preso in considerazione anche un parametro che è molto meno matematico e molto pià a vantaggio di Google che si chiama “aspettativa di impatto” di una estensione o di un sitelink . Il punteggio di qualità dell’annuncio ha inoltre preso un peso maggiore per determinare se il tuo annuncio verrà o meno pubblicato con estensioni e sitelink.

  • I formati dell’annuncio possono ora influenzare il posizionamento dell’annuncio stesso nel risultato di ricerca, se ci sono quindi due competitor che hanno stesso punteggio di qualità e stessa puntata allora verrà mostrata l’annuncio che ottiene la migliore possibilità di impattare positivamente al cliente con le proprie estensioni (positive expected impact), questo farà si che gli annunci con la miglior aspettativa posizioneranno meglio.
  • Il modo in cui Google dichiara di stimare questo impatto è ovviamente la RILEVANZA, il click through rate, e l’importanza delle estensioni o dei formati nella pagina di risultato.
  • Visto che il punteggio di qualità dell’annuncio è divenuto più importante, è fondamentale lavorare per far si che si alzi il quality score, o la puntata, o entrambi per far si che le estensioni e i formati appaiano (Solo che il caro Google sa che ovviamente chi lavora con Adwords ha già cercato di fare del suo meglio per ottenere un buon punteggio di qualità, quindi non resta che spendere di più…cosa ancora più vera per chi non ha nessuno che gli ottimizza le campagne su adwords…).
  • Google vedrà di far apparire ad ogni asta la vostra miglior (più performante) combinazione di estensioni e formati tra quelli a disposizione quindi smettetela di ipotizzare cosa è meglio per voi stessi… ci pensiamo noi! (sig…)
  • E’ probabile che tu veda abbassarsi (seeeeeeeeeee) o alzarsi (va la!?) la media del CPC nel tuo account. Se vedrai abbassare questo valore dipende dal fatto che hai fatto bene i compiti a casa e i tuoi annunci (ed estensioni) sono rilevanti per il criterio di ricerca e ci aspettaiamo un forte e positivo impatto delle tue campagne nei confronti dei tuoi competitors! Siamo però costretti a confessarti che può anche succedere che vedrai alzarsi il CPC perchè i tuoi compagni di classe hanno fatto i compiti meglio di te…
  • Per ora, questo aggiornamento vale solo per la rete di ricerca.

Il natale si avvicina…con tanti auguri da parte di Google, Buone feste a tutti! …

Fonte

Come funziona Google? Un corso SEO che suggerisco

Queste poche righe vogliono essere la mia personalissima impressione sulla giornata passata con Enrico “LowLevel” Altavilla.

Enrico ha infatti ideato un corso SEO che è una giornata di formazione per approfondire il funzionamento di Google.

Dunque dunque…che dire…

Non conoscevo Enrico Altavilla se non di fama, leggo il suo blog, adoro l’umorismo nerd e rido alla maggior parte dei suoi post su G+…nulla più.Dopo averlo conosciuto ieri posso affermare con assoluta certezza tre cose:
– me lo immaginavo più alto
– non assomiglia per nulla alla foto del profilo
-è una persona attenta e gentile.

Dette queste cose inutili, vediamo cosa mi viene in mente di dirvi.

Cosa si propone il corso lo lascio alla pagina di Enrico, leggetevela se ancora non lo avete fatto e poi tornate qui…

A chi consiglio questa giornata di formazione:
La giornata la consiglio a chi si occupa di SEO , a chi si vuole occupare di SEO, a chi si sta avvicinando alla SEO.
La sconsiglio a chi è esperto SEO.
La consiglio fortemente a chi  : fa questo mestiere da autodidatta
”                                   ”  ”    : non ha avuto modo di lavorare per aziende del settore ma lavora e ha sempre lavorato da solo.

A chi si è formato con eventi spot o avendo studiato solo su libri in inglese capendo il 99% del libro (Enrico probabilmente conosce quell’1% che vi sfugge!).
(La tecnica delle virgolette è scomodissima, la sconsiglio a tutti… ci ho messo più tempo a fare le virgolette che se avessi riscritto tutto…)
(per non parlare della riga qui sopra…) […]

Quindi: SE anche voi come me avete qualche dubbiarello perchè vi formate (come tutti) leggendo tonnellate di roba su internet (e come me trovate tutto e il contrario di tutto) Enrico è la persona adatta a scardinare questi dubbi e a chiarire con cognizione di causa perchè le cose stanno in una maniera o nell’altra.

La giornata volerà e come in pochi altri casi nella vostra vita vi renderete conto di come il tempo passa in fretta…
Questo perchè Enrico sarà in grado di portarvi per mano dentro google…
Pensatelo come un Mary Poppins che vi porta …
Pensatelo come un Virgilio che vi porta all’interno di qualcosa di grande misterioso e inesplorato che senza una guida diventa un labirinto inestricabile…

Bene durante la giornata avrete modo di riflettere su:
A) Su cosa si basa Google (cosa importantissima per farsi una coscienza critica di quel che si legge in giro)

B) Come diamine fa a fare tutto quello che fa

C) Quante cavolate avete sentito in giro

D) perchè Enrico non ha pensato a questo corso prima?

La formazione viene erogata al solito modo :

Video proiettore, slides(*), quaderno degli appunti, relatore.

Punti a favore della giornata di ieri:
Enrico si è dimostrato molto disponibile a lasciarsi interrompere per ogni dubbio, e l’ha saputo snocciolare.
Enrico è chiaro, parla potabile, usa la forza, Enrico di qua,
Enrico vi farà fare un giro dentro a Google che vi permetterà di capire di cosa vi dovete pre-occupare e occupare, di quali possono essere certi problemini sul vostro sito e del perchè sono un problema,
capirete cosa significa Panda, capirete cosa significa Pollo (o gallina…deciderete voi) e cosa significa Penguin.
Enrico di là,
Enrico vi adatterà il corso in base a quello che voi gli dite di sapere.

Punti negativi della giornata:
Anche se Enrico parlerà per una intera giornata, mano a mano che vi si appianeranno dei dubbi, vi verrà voglia di approfondire anche altro…ma in una giornata non si può far tutto…
E quando viene sera (cit) vi monterà una certa rabbia che la giornata è già finita.
Non vi resterà che ringraziare andarvene e rivedere un sacco di cose che prima avevate visto con altri occhi…e che ora riguarderete con occhi nuovi.

Mi permetto a tutti di dare solo un semplice consiglio di natura “Off-Site”:
Enrico a pranzo vi inviterà a mangiare oltre al primo…

  • un secondo,
  • il dolce,
  • la frutta,
  • il caffè,
  • l’ammazza caffè,
  • il resentin…

è pura cordialità la sua…
Ma fate molta attenzione a non farvi tentare!!!
Quando la digestione inizia l’attenzione cala…e le ore che passerete in quella stanza sono preziose dal primo minuto all’ultimo…

Cosa mi sono portato via :
Sembrerà assurdo ma questo ancora non ve lo so dire, si mettono in bocca un sacco di cose (come diceva cicciolina)
Servirà del tempo per metabilizzarle tutte…credo che per ogni persona che voglia scrivere da qualunque parte la parola SEO tutto ciò che ho visto ieri sia fondamentale avercelo ben stampato nella capa!

 

(*) Enrico , se stai leggendo questo post sappi che le tue Giogionate Nerd che hai inserito nelle slide non mi sono passate sotto al naso inosservate, solo non volevo perder tempo a chiederti come cavolo avevi fatto a fare le gigionate (vedi ad es. cursore su Google)…quindi se ti va di dirmi come hai fatto la mia mail ce l’hai 😛

PS: Enrico ha fatto sapere al convegno gt 2013 che le gigionate sopra citate sono GIF ANIMATE : Mitico.

Update di Google Hummingbird – che cosa dovrebbe significare per chi fa SEO?

GOOGLE UPDATE HUMMINGBIRD
aviensis google hummingbird uccellus

La scorsa settimana Google ha annunciato il suo nuovo update all’algoritmo Hummingbird, mettendo un sacco di dubbi a SEO che si sono chiesti – che cosa significa per me e il mio sito web? Questa breve traduzione dal portale di link assistant sull’aggiornamento a Hummingbird serve per spiegare cosa è stato questo aggiornamento e di conseguenza come ci si può comportare per farcelo amico 🙂

Allora, che cosa sappiamo di Hummingbird?

Sebbene sia stato annunciato il 26 settembre, Hummingbird è stato rilasciato un mese prima e si dice influenzi il 90% delle query di ricerca.

A differenza di Penguin e Panda, Colibrì (questo il nome in Italiano del volatile più amato dai SEO, vedi alla voce “The Art of SEO”)

un bel libro che parla di SEO
The Art of SEO e il colibrì


non è un aggiornamento basato sulla penalizzazione (volto quindi a pulire le SERP dai contenuti di bassa qualità), ma un cambiamento nel modo in cui Google reagisce ai diversi tipi di query, che consente quindi al motore di ricerca di ottenere il significato reale dietro una query, piuttosto che i termini separati in esso (le keywords per cui tanto ci si sbatte).

Inoltre, l’algoritmo è volto ad affrontare meglio le query di tipo conversazionale, c’era da aspettarselo diranno in molti visto e considerato il sempre maggior numero di ricerche che tutti noi effettuiamo dal cellulare e magari dettando al telefono la ricerca mentre siamo al volante o passeggiando per la città.

Quindi lo sforzo di Hummingbird sta tutto nel riuscire ad essere in grado di catturare l’intenzione effettiva mostrata dalla ricerca degli utenti e trovare il contenuto che corrisponde in modo più RILEVANTE a questa.

Che cosa significa questo per chi si occupa Web marketing e SEO

Beh, come ci ha già abituato da tempo a pensare vuol dire che diventano sempre più importanti, e prima di tutto il resto – i contenuti del tuo sito!

Il gioco dei troni è iniziato e PERTINENZA sarà il nome del nuovo RE…

ehm…scusate…

Tutto questo si traduce quindi, ancora una volta, nel dover carcare di avere contenuto che deve essere profondo e ricco, e non solo un testo piatto magari farcito con parole chiave per le quali siete convinti che vi stiano cercando.

Ora per avere una migliore idea di come adattare la vostra strategia di marketing digitale, è necessario capire quali meccanismi Google probabilmente usa per raggiungere l’obiettivo e ciò che ognuno di loro significa per il tuo sito.

1. Adattare la tua strategia di parole chiave per le query conversazionali

La prima sfida che Google deve affrontare oggi è il crescente numero di frasi colloquiali che vengono usate dalla gente per cercare nel web. Molto probabilmente (e questo è particolarmente vero per gli utenti che fanno uso di ricerca vocale mobile), queste query sono del tipo –

“How To Carotapacioccio?”, “Come Raggiungo Carotapacioccia?”, “Dove posso trovare Carotapacioccie? “,

(sostituite liberamente Carotapacioccia con un termine a vostra scelta oppure andate su yahoo answers)

Interpretando queste frasi più lunghe dette in gergo Coda Lunga (Rocco docet) Google non può più contare solo sulle parole chiave e fornire risultati diversi per ciascuno di essi. Ma piuttosto ricondurre le richieste di conversazione per un più breve “termine generale”, in base al tipo di intenti mostrati con la ricerca:

Per query di tipo

Informativo

1. L’utente si chiede “Quanti anni ha Cicciolina?”, Quindi …
2. L’utente vuole informazioni di carattere generale su Cicciolina, quindi …
3. Gli utenti troveranno informazioni che qualche equinofilo ha scritto nella pagina wikipedia di Cicciolina.

 

Di Navigazione

logo del UNRWA
UNRWA

 

1. L’utente cerca “Qual è il sito ufficiale di UNRWA”, quindi …
2. L’utente vuole ottenere la url del sito dell’UNRWA, quindi …
3. L’utente ha bisogno di risultati per
UNRWA, UNITED NATIONS RELIEF AND WORKS AGENCY (for Palestine) … e probabilmente Google gli mostrerà ANCHE qualche altra sigla tipo Unhcr…

 

Transazionale

1. L’utente cerca “Dove trovo un negozio di piumini?”, quindi …
2. L’utente vuole comprare un piumino d’oca per il letto o un giubbotto per l’inverno
3. Gli utenti lo troveranno tramite il Product Listing Ads più facilmente che sulla SERP (io personalmente mi sono trovato bene ad acquistare il mio piumino d’oca matrimoniale per il lettone sul sito di Patiflex)

oppure

1. L’utente cerca “Dove trovo un kebabbaro?”, quindi …
2. L’utente vuole individuare e saziarsi al kebabbaro più vicino, quindi …
3. Gli utenti lo troveranno con
le mappe di Google (vi consiglio di tenere d’occhio questo sito che parla di local)

Cosa fare quindi? Prova determinare tutte le frasi di conversazione con cui vorresti le persone siano in grado di localizzarti o che utilizzerebbero quando ricercano i tuoi servizi, e classificali in informativi, di navigazione e transazionali.

Assicurati che il contenuto scritto in ottica SEO  si estenda su ciascuna delle 3 tipologie:

Per coprire le query informative, crea contenuti che spiegano…(tipo wikipedia).

Le query di navigazione sono il tuo marchio, il nome del prodotto, il nome del sito, ecc (Ciò che i Guru chiamano fare Branding) Ciò che spesso aiuta a scalare la SERP per le parole chiave del tuo marchio sono link al tuo brand e al nome del sito web da siti che sono ritenuti rilevanti per il tuo contesto.

Per le query transazionali, utilizza parole chiave che abbiano un contenuto appropriato, ad esempio “Richiedi a Gabriele B. una Consulenza SEO a Trento” (è solo un esempio eh… 😛)

 

Quando possibile, puntare a frasi di tipo conversazionale tenendole tali quali. Quando non è possibile vale la pena usare i loro equivalenti più brevi o i sinonimi.

2. Sfruttare i sinonimi

Un altro passo avanti verso dei risultati di ricerca pertinenti è determinare ciò che una pagina tratta utilizzando non solo le singole parole chiave, ma i loro sinonimi.

In pratica questo significa che Google mostra i risultati della ricerca non solo per la frase esatta che l’utente ha digitato, ma per gli altri termini tematici correlati.

Avere un sito web a tema rilevante, si traduce in opportunità di apparire maggiormente: ovvero arrivare al top della query di Google non solo per le parole chiave mirate, ma per un sacco di loro sinonimi.

Al contrario, se non si fa questa scelta di tenere conto dei suoi sinonimi si rischia di essere sostituiti ad esempio con un modulo di una pagina del sito a tema rilevante.

Occorre quindi espandere la tua scelta di parole chiave, concentrandoti su sinonimi così da diversificare i contenuti:

Per vedere quali termini di ricerca Google considera sinonimo, prestare attenzione alle parole chiave correlate, acronimi o varianti ortografiche delle parole chiave evidenziate nei risultati di ricerca: 


Espandi la tua lista di sinonimi con le parole chiave che già portano traffico al tuo sito web (se hai attivo Google Analytics questo ti può aiutare)

Usare Google Suggest per parole chiave rilevanti. 


3. Sforzati di co-citare

Un altro modo per Google per identificare ciò che il tuo sito web tratta o quali offerte commerciali proponi è la co-citazione.

Questo significa che ogni volta che il tuo marchio (o un link al tuo sito) è menzionato insieme con i tuoi concorrenti o risorse simili, questo serve come un suggerimento a Google che la tua azienda e le altre società sono collegate.

E se i concorrenti sono già autorevoli nella tua nicchia di mercato, il tuo sito per Google piano piano diventerà rappresentativo per questa nicchia.

Serve quindi identificare i migliori concorrenti e cercare di far si che il proprio marchio venga menzionato a fianco del loro:

Eseguire una ricerca su Google ad es per “Top 10 [il termine generico per il tuo business] …”, “IL MIGLIORE [il termine generico per il tuo prodotto] del 2013”, ecc…

Se la tua azienda non appare, prova a raggiungere l’editore e chiedi di mettere anche voi nella lista. (Io personalmente non credo che funzioni proprio così, lo traduco comunque perchè penso possa suggerire una strada…e perchè il mio parere non vale poi molto)

Cerca altre marche concorrenti per le parole chiave, per trovare maggiori opportunità di citazione.

Reverse-engineering dei profili backlink concorrenti, serve a vedere da dove prendono i backlink i tuoi competitor, quali risorse quindi possono offrirti dei collegamenti.

Suggerimento: Usa SEO SpyGlass per l’analisi rapida del profilo di backlink di un concorrente. (marketta dell’autore, ma visto che prendo tutto da loro…almeno lo cito)

 

4. Riconsidera le tue ancore

Uno dei più grossi errori riguardanti la SEO del giorno d’oggi è quello di usare testi di ancoraggio “commerciali” nel link, questo perchè Google si basa ancora sul testi di ancoraggio dei backlink per meglio comprendere il tema di un sito.

Cosa si può fare?

Effettua un inventario dei link interni del tuo sito e vedi se si può meglio ottimizzare i testi di ancoraggio per le parole chiave semanticamente rilevanti. (per questo penso possa andar bene ScreamingFrog)

Controlla le ancore dei collegamenti esterni del tuo sito per fare in modo che siano abbastanza rilevanti.

Non dimenticare di circondare i collegamenti con parole chiave e loro sinonimi.

Es.

Per ulteriori informazioni su un ottimo B&B a Recoaro terme clicca qui .

I nostri partner hanno grandi offerte su pacchetti vacanza a Recoaro terme e bad and breakfast a Recoaro Terme.

Ecco un buon sito web per chi pianifica un viaggio a Recoaro terme.

 

5. Prestare maggiore attenzione alla Universal Search

E’ Molto probabile che il nuovo algoritmo che punta alla pertinenza farà si che Google mostri i risultati della ricerca universale per i vostri utenti.

Se per esempio un utente digita come ricerca “Buttare giù la panza” il risultato più pertinente sarà probabilmente un Video di Youtube (per chi vuole approfondire il tema Youtube digiti nel motore di ricerca la parola SEOMANTE).

Se vi chiedete dove acquistare la pizza a Trento, senza dubbio è necessario apparire tra gli annunci delle pizzerie locali:

Ciò significa che oggi, ancora più di prima, la ricerca universale, vi dà l’opportunità di:

(A) essere sopra i concorrenti quando essere in cima alla ricerca “organica”, nella famosa top10 sembra improbabile / impossibile / altro.

(B) veicolare più traffico al tuo sito utilizzando i canali di traffico supplementari

Cosa si può fare?

Vedere quali tipi di risultati di ricerca vengono visualizzati su Google per le parole chiave principali

Considerare la possibilità di ottenere una lista locale Google+

Ottimizzare le immagini per Google Immagini

Fare video e di ottimizzarli per YouTube

 

6. Utilizzare i dati di markup strutturati

Per raccogliere maggiori informazioni sul tuo sito web, il suo tema e il contenuto, Google presta ancora più attenzione ai dati strutturati. Questo è un modo perfetto per far si che la conoscenza di Google del tuo sito aumenti, Usa gli Rich Snippets Luke!

Assicurati di utilizzare il numero massimo di proprietà dei dati strutturati, più Google sa del tuo sito (utilizzare Google+ per l’authorship)

Per aiutare Google a migliorare la conoscenza del tuo sito, puoi usare schema.org (utilizzare il markup Schema.org per i video , utilizzare dati strutturati Markup per comunicare a Google di più su film, eventi, ecc sul tuo sito).

Utilizzare dati strutturati strumento di test del google web master tools per assicurarsi che Google interpreti i dati strutturati correttamente sulle tue pagine web.

 

 

Un saluto e a presto 🙂

Carotapacioccia

Fonte: Link Assistant