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E-commerce Strategies

maggio 8, 2013

by — Posted in SEO

Sabato sono stato all’evento organizzato dal fantastico team di GT Idea : “E-commerce Strategies” ecco cosa mi sono portato a casa…

Il primo a parlare è stato G. Cappellotto.

Un intervento che riassumerei così:

Se vuoi aprire un e-commerce devi conoscere molto bene la tua realtà aziendale e i processi che la coinvolgono, solo così potrai non far parte della maggior parte degli e-commerce che chiudono 2 anni dopo l’apertura

Partiamo dal concetto di chi sono gli utenti di un e-commerce, o meglio ancora, siamo lungimiranti, chi saranno i nostri utenti? Nel 2013 si prospettano vendite sopra il miliardo per quanto riguarda le vendite smartphone e tablet, mentre per i PC normali si parla di 350 Milioni…(extremetech.com)

La domanda da porsi è ovvia…cosa comporta avere uno smartphone tra le mani?

Tante tante cose…specialmente nell’e-commerce, basti pensare che il 95% delle intenzioni di vendita nascono online.

Chiaramente la vendita online comporta molti problemi per noi italiani, visto che il nostro mercato è principalmente composta da piccole e medie imprese, che G.C. Chiama “Poor Players”.

Per avere infatti un negozio virtuale non basta “esserci”…bisogna che tutti gli ingranaggi funzionino a dovere, cosa che ovviamente richiede un certo investimento…c’è da chiedersi quindi…siamo disposti ad affrontare questo investimento?

Una cosa interessante di cui parla G.C. è di come tra di noi nella società in cui viviamo ci co-influenziamo a vicenda, e di come questo tenda ad appiattire le scelte facendole convergere.

Cosa bisogna conoscere del proprio business ci si chiederà? A suo avviso 5 metriche sono importanti:

 

5 cose da tenere in considerazione
5 cose da tenere in considerazione

 

Queste metriche devono servire ad una cosa sola: rispondere alla necessità di FARE SOLDI…

e a questo punto la presentazione a mio avviso ha iniziato a prendere una brutta piega in cui l’oratore è partito con una digressione sull’essere sessista, sionista e “bushano” che a mio avviso avrebbe decisamente potuto risparmiarsi e che ho trovato davvero penosa.
Non dovendo valutarlo per le sue doti umane…mi tappo il naso e avanti.

Il problema o l’errore che nel complesso mi pare si trovino ad affrontare la maggior parte dei gestori di e-commerce sta nel fatto che non viene posta attenzione sui punti fondamentali della loro attività EX-ANTE ma che si corra ai ripari solo quando le cose vanno già male e non prima magari per pianificare le attività che ci vedranno coinvolti.

Come a fine giornata dirà Andrea Boscaro in questo modo si rischia di fare una maratona ma di sbagliare strada prima di tagliare il traguardo.

Un buon consulente dovrebbe quindi, se cercato in tempo, permettere ai clienti di valutare quali siano le giuste strategie e metriche su cui porre la propria attenzione.

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Bisogna aver cura di identificare i clienti cosa che spesso non viene fatta nemmeno da chi ce l’ha e la porta avanti l’attività, convinto che la risposta più intelligente alla domanda “chi sono i tuoi clienti” sia TUTTI!

Solo una volta individuati i clienti del mio e-commerce potrò valutare come soddisfarne i bisogni, e come impostare quindi la mia offerta.

Fondamentale ricercare in tutto questo la ripetibilità e la scalabilità dei miei processi di vendita.Specialmente quando parto da un negozio fisico non posso incorrere nell’errore di ampliare il mio mercato, investire per acquisire nuovi clienti e poi trovarmi una filiera NON in grado di soddisfare tutte le nuove richieste!

 

G.C Termina l’intervento con 8 consigli, la copertina del suo libro e una slide con i suoi contatti:
www.giovannicappellotto.it per chi volesse approfondire la conoscenza.

APPLAUSI…

And the next is Alessio Sbrana di b2commerce.it,

che a fine intervento verrà ribattezzato “L’uomo che sussurrava agli Jedi”. Ci ha parlato di E-commerce e Mobile, mostrando davvero tanti numeri ma con la capacità di renderli fruibili e sensati, non una sbrodolata di percentuali come altre volte mi è capitato di dover ascoltare…Bravo Alessio!

I primi dati che ci snocciola se avessero dei sottotitoli direbbero “Cari miei se non avete un buon reparto mobile, è meglio che ve ne dotiate presto, altrimenti farete la fine della morte nera”

Il 57% degli utenti ad esempio sconsiglia un sito che ha un mobile scadente…ed a me è venuto in mente proprio quello che mi è successo pochi giorni prima quando mi è stato mandato il link del mio ottico per posta elettronica, io ho visto quel link mentre ero in giro, ho aperto il link dal mio smartphone e… sono inorridito… 🙂

Le aziende si devono dotare di strategie mirate esclusivamente al mobile che vive di fenomeni a se stanti e diversi dal canale tradizionale che può essere inteso come il PC…

Eh si perchè pare che oramai tutti fanno uso di mobile mentre si preparano a fare un acquisto su internet ed anzi…spesso tramite mobile si ottengono vendite “non previste dal compratore” che vivono di panza…ovvero vivono del noto effetto di scarsità delle risorse che a quanto pare sul mobile viene percepito con maggiore forza.

Google che come sappiamo cerca sempre di farci avere i risultati migliori ha ben pensato che chi fa ricerce con uno smartphone/tablet è interessato a cose che sono “leggermente diverse” da chi cerca da un pc…ecco allora che fornire serp diversificate ha molto molto senso…

Non solo ottimizza lo spazio che ha a disposizione per darci dei dati (quindi eliminando immagini se queste sono “di troppo” o massimizzando la dimensione di una mappa se questa è ritenuta esser “la miglior risposta”) ma cerca di interpretare anche quelle che possono essere le nostre necessità…

Ecco allora che se cerco una pizzeria, forse è il caso di mostrarmi tra i risultati un locale dove andare a cena, oppure una pizza che faccia consegna a domicilio, mentre se cerco da mobile forse è il caso di “farmi notare” che ce n’è una proprio qui vicino a pochi metri…e che magari è aperta proprio adesso…e magari mostrandomi un numero di telefono che il mio apparecchio sia in grado di gestire…

Come fare quindi per esserci nel mobile?

Ci sono 2 strade:
La Forza e il lato osc…

App o versioni mobile.

  •  La app ha di bello che è chiaramente pensata e strutturata ad hoc con tutto quel che ne deriva…

d’altro canto è costosa, spesso viene sviluppata solo per un solo device e, a meno di “marketplace” non viene considerata da Google.

  • La versione mobile ha al suo interno varie strade percorribili: Dynamic serving, sito responsivo o sito parallelo. Nei primi due casi si possono avere le stesse URL mentre nel secondo caso no.

La soluzione che mi è piaciuta di più è sicuramente quella della responsivitivitività.

In generale ciò che conta qualsiasi strada si decida di prendere è comunque TESTARE L’USABILITA’ di quel che si propone agli utenti…come dice Alessio tutto deve essere a “semplice stupido e a misura di pollice”.

Nello studio bisogna porre molta enfasi al layout, al checkout (ricordiamoci che stiam parlando di commercio elettronico) alle form (dando per esempio le tastiere più adatte ai contesti [che figata])

e alla strutturazione delle mail.

seguono…

  • foto di star wars divertente, foto di star wars divertente, foto di star wars divertente.

In generale, se proprio non ce la si fa a star dietro a tutto…almeno diamo come versione mobile la homepage e la pagina contatti…

Che il mobile commerce sia con voi…

Applausi! E tanti sorrisi per chi conclude scusandosi per le tante foto di Star Wars ma…

Il 4 Maggio è la giornata mondiale di guerre stellari…

spero esista l’hashtag #noghecredo … =)

 

E’ il turno di Alessio Madeyski

comunque @madeale per i Twittaliani

…L’intervento di Alessio mi ha lasciato basito.

Forse perchè sono stato ben abituato da Giorgio Taverniti chenondicemaiparolacce…

Comunque devo dire che il buon @madeale (più comodo chiamarlo così, scusatemi) ha fatto un intervento andando dritto al punto, in modo molto molto diretto.

Lo riassumo così:

“Hai un sito? Bene! Fraccagli dentro un sacco di contenuti , di storie, di possibili interazioni, perchè io (cliente) non ne posso più di esser trattato male da portali sterili che non sono in grado di rendere la mia esperienza di navigazione più divertente del mettersi a leggere la lista degli ingredienti di un qualsiasi prodotto al supermercato”.

E mi potrei davvero fermare qui… perchè l’intervento è stato molto conciso.

Ma ripercorriamo con un pochina più di attenzione i punti da tenere sott’occhio:

I prodotti vanno messi il più possibile in correlazione con altri prodotti o categorie tramite link interni.

Bisogna creare storie e renderle trovabili e fruibili

Bisogna creare interazioni con i clienti che sono “tutto per noi” quindi “coccoliamoli” come dice sempre @RobTorresani. Possiamo crearne con i social, con i commenti, e a tal fine ottimo il “content-study”.

Bisogna creare connessioni, perchè il passaparola, di qualunque tipo esso sia, resta formidabile.

Usate Facebook? Bravi, analizzate le richieste implicite che vi fanno i vostri clienti nei loro interventi e valorizzateli!
Fine. Breve ma intenso,

Applausi!

p.s. Se avete un e-commerce che vende prodotti alimentari siete caldamente invitati a controllare che non esca nella description del vostro sito : “Cibo per animali”… WTF?! 🙂

 

E’ il turno di Giorgio Taverniti che nel suo intervento parla delle schede prodotto di un e-commerce.

Come al solito Giorgio se la cava stra bene, fa un elenco puntato di argomenti da trattare, li trita e li mette a soffriggere a fuoco lento, condisce il tutto con simpatia e chiarezza, una spolverata di nduja qua e la e l’intervento è bello che mangiato…Estiquatzi!

Vediamo se riesco a rimettere in fila qualche concetto.

Il primo punto trattato è un tema che a mio avviso sta molto a cuore a Giorgio… =)

I video devono essere visti come un modo per emergere nelle SERP in modo da proteggersi dal sempre più pervasivo Google Shopping.Una chicca che ci ha mostrato è la possibilità di emergere in SERP per più keywords, ovviamente sfruttando il posizionamento organico…non si parla di ppc. Oltre al posizionamento i video sono un metodo molto comodo per sostituire (o affiancare) la descrizione prodotti, dando informazioni che vengono meglio digerite dai clienti.

La digestione è molto importante!
E un altro ottimo digestivo sono le immagini. Queste ci aiutano a convincere un possibile cliente nell’intento di convincerlo che finalmente è arrivato nel posto giusto, che qui potrà finalmente rilassarsi e accomodarsi alla cassa.

Per ottenere questo devo esser stato in grado di mostrare bene il mio prodotto, dovrò porre molta attenzione prima a chiedermi cosa vogliono vedere del mio prodotto? Come posso comunicare il mio prodotto? (Fantastico l’esempio tratto da Zappos :

immagine borsa Zappos
la sua borsetta è larga 2 cm , alta 1 e costa 500,00€

 

Un altro tema caldo è quello dei Rich Snippets in @posit_it mi odiano per come lo pronuncio…

ma è senza dubbio un must-have. La miglior scorciatoia comunicativa in SERP per chi mostra contenuti testuali.

Giorgio continua passando dalle massime di Steve Krug e Seth Godin

(apprezzatissimo che nello screenshot di Amazon ci sia tra i prodotti proposti Starcraft II :D)all’uso dei pulsanti sociali…tutto ben mantecato in salsa “usabilità”.

Ricordiamo di porci queste domande

  • Cos’è ,
  • Cosa c’è qui,
  • Cosa posso fare,
  • Perchè non dovrei essere altrove?

Quindi quel che mi porto a casa è : Prima faccio in modo che una volta arrivati da me si sentano a casa, e poi li stimolo a parlare, a condividere le loro idee, ansie, paure, così da poter ascoltare cosa pensano e reagire, assistere, ancora una volta…coccolare.

E se invece che parlare con noi, volessero parlare con i propri amici dei nostri prodotti il motivo per cui lo faranno è semplice: o vogliono un parere, o vogliono fare gli sboroni 🙂

…A questo punto della giornata mi sono messo a ridere da solo…come spesso capita ai pazzi. Il fatto è che le mie sinapsi hanno collegato la slide di Giorgio all’intervento di Cappellotto in cui parlava della sua cliente che chiedeva aiuto per l’e-commerce hard, mi ha fatto un sacco ridere quindi il consiglio di Giorgio che suggeriva di mettere un box contenente la frase : “Vuoi chiedere un parere sul prodotto ai tuoi amici: Scrivi e chiedilo nel tuo profilo” … ehm scusatemi 🙂

Molto bello infine lo spunto su come rendere più intrigante la community che ruota attorno ai nostri prodotti. Con l’intento di farli identificare nella community, spingerli a contribuire dando loro valore!

 

Applausi per Giorgio!!!

Tocca a Marco Quadrella.

Ho avuto modo di ascoltare per la prima volta Marco Quadrella all’advanced SEO Tools di Bologna e lo reputo la persona più inadatta da ascoltare per tutte le persone che non hanno fiducia in se stesse e nella loro capacità SEO. Ricordo che sul treno nella via del ritorno a casa da Bologna il mio pensiero è stato…chissà se sono troppo vecchio per andare a zappare in un campo…

Scherzi a parte ammiro Marco, ha la capacità di spiegare in modo semplice e lineare scendendo in profondità e snocciolando problemi su problemi…bravissimo, la persona seduta accanto a me lo ha definito “una macchina”.
Ancora una volta non ha tradito le aspettative.

Nel suo intervento ci ha aiutato a rispondere porci meglio la domanda “Come fa lui ad essere lì?”

oh mio caro lettore, mi è davvero difficile riportare la sua spiegazione qui, primo perchè di suo è sintetico e va dritto al punto, secondo perchè non ne sono minimamente all’altezza.

Quello che riesco a ricordare rileggendo gli appunti è :
Controllare sempre se le mie schede vengono restituite (inurl: URL)

Per avere maggior accuratezza oltre a strumenti come gwt posso usare SPLUNK … “e sparare alle formiche col bazooka” :p

Posso cercare delle risposte alle mie azioni tramite “Visualizza come Google” nei WMT, (sezione Salute (e Benessere).

Un altra cosa che si può fare è cercare se google indicizza più volte i nostri prodotti!Visto che solitamente ogni prodotto ha un codice Marco giustamente sfruttando una combinazione di: site: e inurl si fa rispondere per capire se stiamo facendo lavorare troppo il motore di ricerca (che si arrabbierebbe), se gli stiamo facendo confusione(e si ri-arrabbierebbe) se stiamo disperdendo link juice (che non è bello) e siccome è molto permaloso in generale peggiorerebbe l’opinione che ha di noi…
Come si fa?!?
Bisogna semplicemente collegare ad un URL un prodotto (e tutte le sue varianti)…facile no? (@carotapacioccia sta ascoltando “I Feel so NOOB” su Spotify…)

Un aspetto da tenere a mente è come abbiamo strutturato il sito e come facciamo variare questa struttura nel tempo. Se tutto questo non bastasse bisogna andare più deep-inside… analizzare le pagine e studiare le metriche e gli anchor text, guardare chi ci sta attorno o nelle prime posizioni (dove vorremmo essere noi).

La bella notizia è che se siamo bravi a creare contenuti, verremo sempre premiati!

A questo punto “come di consueto” Marco  se ne esce con un

FINITO!

 

Applausi applausi applausi!!!

 

 

E’ il momento di parlare di Marketplace con Sergio Ravera!

Subito la chicca più interessante (per me)… essere su più marketplace e aumentare il numero di prodotti venduti equivale ad avere più costi da sostenere se non si ha un metodo intelligente di gestire la propria catena di vendita, ma se questa è ben oleata, possiamo avere dei benefit sui fornitori in quanto avremo più potere d’acquisto e questo ci permetterà di chiedere sconti maggiori…non male! Ma qui siamo già alla frutta…

Ripartiamo!

 

E’ il momento di Sergio Ravera di Artera, lo Spiderman dell’hosting.

Con un intervento intitolato “Internazionalizza ed Espandi il tuo Business Online tramite i Marketplace”

I tre M. che ha presentato sono Amazon, PixPlace (Che?!? Pixmania!…aaaahn!) ed infine Ebay.

Perchè vale la pena approdare su un Marketplace?
Sicuramente aumenta la nostra popolarità, e ci permette di andare a toccare mercati probabilmente a noi inarrivabili. Specialmente nel caso di mercati esteri abbiamo il vantaggio (tranne per Ebay) di non doverci occupare di scrivere schede prodotto in lingua dato che queste vengono personalizzati da Amazon stessa e non è possibile differenziarsi tramite esse.

Cosa ho capito io…

Che i marketplace vanno presi con molta attenzione, bisogna esser certi di avere una linea di vendita ottimizzata perchè nel momento in cui si inizia a vendere li si inizia a giocare in una competizione dove è fondamentale venir ben giudicati, altrimenti non si appare nelle posizioni utili per essere cliccati, ed addio fatturato. E’ quindi fondamentale che ogni transazione vada a buon fine evitando il più possibile di inviare tavoli da ufficio quando vengono acquistati evidenziatori… Occhio quindi agli EAN ERRATI!!! Se sono abituato a vendere 10 pezzi al mese e voglio competere in un mercato in cui riesco a venderne 1000 al mese devo essere pronto! Altrimenti meglio lasciar perdere.

Sia in Amazon che in Pixmania tutti i pagamenti passano da loro che POI (non è scritto maiuscolo a caso) pagano noi, quindi attenzione anche al problema di dover pagare fornitori prima di avere il pagamento del venduto!

Amazon ed Ebay ci permettono di vendere di tutto (Ebay è l’unico che ci permette di personalizzare anche le schede prodotto, quindi nel mio piccolo, la mia mente bastarda mi ha subito fatto pensare ad usare Ebay per girare la gente sul mio portale e-commerce…mah), PixMania ci permette di vendere solo ciò che GIA’ ha a catalogo.

p.s. Ebay per altro ci richiede Paypal, quindi doppie commissioni, Olè!

Arrivati alla fine di questa splendida giornata ecco l’ultimo intervento

Andrea Boscaro di The Vortex.

Andrea secondo me ha fatto teatro in passato, come ha saputo tenere il palco lui…pochi…

L’unica domanda che mi è rimasta alla fine del suo intervento è … che ne sarebbe stato di lui se avesse avuto un poster di Cicciolina, ma vabbeh deliri miei.

L’intervento di Andrea punta tutto sulla comunicazione invitandoci ad entrare in comunicazione con il cliente!

Da anni tutti dicono ormai i social sono dentro a tutto…si è vero…ma quanto bene? In generale direi malissimo, ma perchè? Beh la sua risposta è semplice…nel momento in cui decidi di “esserci” crei delle aspettative, aspettative che sono intrinseche a chi sei e a come sei percepito…Quindi piuttosto che avere solo un ombra oscura sulla rete…meglio non creare false aspettative.

Se però vogliamo esserci bisogna lavorare su alcuni punti: Collaborazione, Relazione, Ascolto.

Facebook equivale a comunicare ad una festa, sarà che io ero sempre negli angoli a pomiciare che non so come si faccia…mah… l’importante è capire che comunicare e fare pubblicità sono due cose che non van confuse…la interpreto un po’ come quando si incontra qualcuno che si stima, che non si vede da tempo, si ha davvero voglia di chiacchierarci, ma poi questo passa tutto il tempo che ci passiamo insieme a parlare di quanto è bello quello che fa, che ha iniziato anche a fare questo e quello e che recentemente è diventato quell’altro ecc ecc… si insomma eravamo li per incontrarci mentre alla fine ci siamo ritrovati solo ad ascoltare… che va benissomo eh…però lascia sempre quel senso di frustrazione perchè ci si aspettava dell’altro.

Quindi molto importante è evitare di usare i social per dire sai che vendo questo e quell’altro? Ma secondo me anche molto importante evitare di usare un social per dire “sai che ho anche quell’altro social?”(Andrea Grazie! Adoro Guzzanti)

 

Certo è che sul social posso avere una cosa molto molto importante, la condivisione! Che non è il concetto standard cui siamo abituati nella nostra società…ma è il concetto internettiano di condivisione…non è condividere un taxi con qualcuno quindi… ma è piuttosto condividere un file…nel senso che noi Mettiamo a disposizione qualcosa, e gli altri poi lo fanno girare…è sottile sto concetto, ci avete mai pensato?
Bellissimo poi il metodo persuasivo che ha usato Andrea per far passare il concetto che ci sono un bel po’ di smartphone in giro :

all'Elezione del Papa nel 2013 c'è pieno di smartphone nel 2005 uno!
Abemus Papam 2005 vs 2013. p.s. no non è un concerto di Vasco

E se ci sono così tanti social…beh tanto vale imparare a convivere anche con i Social Plugin che rendo spesso meglio fruibili le esperienze che ci vengono proposte…

Andrea è stato davvero ricco di esempi, di immagini evocative ed è riuscito anche a farci divertire!

Avere l’onere di parlare in un evento così ricco di aspettative quando “tutto è stato già detto” e i cervelli di chi ascolta assomigliano più a gelatina o al contenuto di una confezione di Manzotin è cosa tosta, ma lui è riuscito nell’intento e ci è riuscito benissimo.

Bravo! Bravo Davvero!

Cosa mi porto via dal suo intervento? Ha rafforzato l’idea che se vogliamo vendere e anche se non siamo propriamente un centro d’ascolto tutto in rete si basa sulle relazioni. Che se vogliamo essere trovati e se non vogliamo che si dimentichino di noi dobbiamo essere in grado di dare una buona assistenza a chi ci fa domande…e per far questo serve imparare a fare una cosa : ASCOLTARE!

 

In tutto questo parlare di Comunicazione direi simpaticissima l’idea del ristorante al merlo di VR… sentite lo spot:

 

Venerdì 10/05 al ristorante “al Merlo” presento il vino di Rocco Siffredi “Rocco, non solo Magnum”. 18 Euro per: antipasto di pollo fritto (solo PETTO e COSCIA) accompagnato dal vino della cantina ciù ciù PASSERINA. Come portata principale avremo FILETTO con PATATE al forno BOLLENTI accompagnate da ROCCO NON SOLO MAGNUM. Dolce: per i signori TIRAMISU’, per le signore CANNOLI. Per info andate sul suo sito: http://www.ristorantealmerlo.it

 

Dato che Giorgio Taverniti cita Seneca, io vi dedico una frase che mi piace un sacco e che trovo molto in linea con quanto detto da questi VIP della comunicazione =)

“Gli dei hanno dato agli uomini due orechie e una bocca, per poter ascoltare il doppio e parlare la metà” (Talete)

 

Grazie a tutti i relatori, e grazie agli organizzatori che spesso lavorano nell’ombra e non ricevono mai applausi, grazie graziella…e alla prossima!

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