Il Design

Design

 

Design…fuori dall’informatica io non sapevo proprio cosa fosse…
Sarà stato che a metà Aprile c’è stato il Salone del mobile di Milano… fatto sta che è un po’ di tempo che continuo a sentir parlare di Mobili di Design, Lampade di Design … Schiaccianoci di Design!
Come se non bastasse dopo che mi inizia sta fissa di capire bene cosa sia…aprono un negozio di Design nella mia città (Trento), il Details Design Store di Roberta Pedrotti.

Se ci pensi la parola Design è ormai entrata a far parte del lessico quotidiano di tutti, talvolta perdendo il suo significato originario per trasformarsi in una definizione che raggruppa gli aggettivi carino, moderno, tecnologico. Cerchiamo allora di capire cos’è veramente il design.

Il Design è la perfetta unione tra funzionalità ed estetica;

è consapevolezza; è una pratica necessaria per dare vita a qualcosa di buono, indipendentemente dal settore di applicazione.
Il Design è pensiero, è antropologia culturale, perché deve capire i bisogni del mondo, delle culture e deve saper rispondere con coscienza etica, sapienza tecnica, armonia estetica.

Il fine del Design è quello di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e usabilità di un prodotto.

Il buon Design deve essere in grado di sviluppare e concretizzare soluzioni per problemi di forma, usabilità, ergonomia fisica; esso entra nel rapporto tra il prodotto e il suo utilizzatore.
Il Design di un oggetto, quindi, racchiude in sé un elevato insieme di studi come l’ergonomia, l’usabilità, la pre-produzione, l’impatto ambientale, la dismissione, i costi, la scelta dei materiali e delle loro proprietà, dei rivestimenti, le proprietà meccaniche e strutturali.
Il Designer è il professionista che conosce i processi necessari per raggiungere questo obiettivo. Nel Design, come in altri mondi, ci sono molteplici sfumature, ma l’essenza è questa: fare qualcosa di buono da mettere a disposizione del mercato. Il vero designer, quindi, è colui che fa un servizio al consumatore, offrendogli degli oggetti perfettamente funzionali senza imporre un costo eccessivamente elevato; una lampada deve fare una buona luce, non deve necessariamente essere molto costosa.

Bruno Munari, uno dei maggiori protagonisti del design e della grafica del Novecento, ritiene che la prima cosa da fare è definire quanto più precisamente il problema, dettagliarlo, circoscriverlo.
Il problema di base contiene infatti già in sé tutti gli elementi per la sua soluzione. Non circoscrivere adeguatamente il problema rischia di ridurre il progetto ad un girare all’infinito a vuoto. Bisogna invece avere ben presenti gli scopi del lavoro, l’utente a cui esso è indirizzato e il mezzo attraverso cui si esprimerà. Successivamente si deve semplificare; che significa cercare di risolvere il problema eliminando tutto ciò che non serve alla realizzazione delle funzioni.
E’ un lavoro difficile ed esige molta creatività. Complicare, invece, è molto più facile, basta aggiungere tutto quello che viene in mente senza preoccuparsi delle conseguenze.

Il Design Nordico

Il design nordico è generalmente un esempio di buon Design, poiché riassume tutte le caratteristiche citate fino ad ora. Le linee essenziali, l’attenzione ai materiali e al dialogo reciproco tra loro, l’unione di semplicità e praticità, l’elemento ironico, la ricerca costante per offrire sempre e comunque soluzioni che tengano conto del presente e del futuro. Quando si parla di design nordico, tuttavia, non si deve intendere solo quello scandinavo, ma vanno inclusi anche Paesi Bassi, Belgio, Germania e anche Regno Unito. Un marchio danese che ha fatto dell’unione di funzionalità ed estetica la propria bandiera è Normann Copenhagen, che dal 1999 crea oggetti che, pur essendo gradevoli alla vista e accattivanti per le scelte cromatiche, sono particolarmente attenti alle dinamiche del quotidiano.
Credo abbia preso un pochino da questo stile di pensiero il negozio di Trento Details nello scegliere solo prodotti che siano creati con cura e che siano durevoli. Si possono trovare complementi d’arredo, illuminazione e accessori selezionati accuratamente; alcuni sono fatti a mano, altri realizzati con materiali riciclati, alcuni sono facilmente riciclabili. Tutti sono comunque realizzati con una particolare attenzione per l’ambiente.

Perché, come spiega più approfonditamente di me [gplusnamelink id=”111596145075701296385″ name=”+Roberta Pedrotti”] nel blog del suo negozio di Design oggi il buon design non può più prescindere dalle tematiche della sostenibilità, sia ambientale, sia sociale.

Secondo lo UK Design Council, (il cui motto è “We champion great design that improves lives”).

Il design è sostenibile quando soddisfa le necessità dell’uomo attuali e future, senza danneggiare l’ambiente. Questo talvolta significa riprogettare prodotti, processi, servizi o sistemi per risolvere gli squilibri tra le esigenze della società, dell’ambiente e dell’economia e per tamponare i danni già fatti.

che dire… ho scoperto un mondo 🙂
E te che ne pensi del mondo del Design?